Italia: Istat, persiste una fase di debolezza del ciclo economico

In Italia si segnala “la persistenza di una fase di debolezza del ciclo economico”. Lo comunica oggi l’Istat nella sua “Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana”. “Nel terzo trimestre – spiega l’Istat -, l’economia italiana ha registrato una frenata: il Prodotto interno lordo ha segnato una variazione congiunturale nulla dopo 14 trimestri di crescita. Sia la componente nazionale della domanda (al lordo delle scorte), sia quella estera netta hanno fornito un contributo nullo. La variazione acquisita per l’anno corrente è pari a +1%”. “La stima preliminare – prosegue la nota – evidenzia la diminuzione del valore aggiunto dell’industria in linea con i dati della produzione industriale che, nel periodo giugno-agosto, è diminuita rispetto al trimestre precedente (-0,2%). Nello stesso periodo tra i diversi comparti solo i beni strumentali hanno registrato una variazione congiunturale positiva (+1,5%)”.
A settembre, “il mercato del lavoro ha segnato un lieve peggioramento caratterizzato da una diminuzione degli occupati (-0,1% rispetto al mese precedente pari a -34mila unità), un aumento delle persone in cerca di occupazione (+3,2% pari a 81mila unità) e una riduzione degli inattivi (-0,3%, pari a -43mila unità)”. Questo fa sì che nel terzo trimestre il mercato del lavoro abbia mantenuto “un orientamento lievemente positivo con un aumento del tasso di occupazione (+0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente) e una diminuzione della disoccupazione (-0,6 punti percentuali) che scende al 10%”.
A ottobre l’inflazione ha ripreso a crescere con un incremento su base annua dell’1,6%, due decimi di punto percentuale in più rispetto a settembre. “La ripresa dell’inflazione è comune alla maggioranza dei Paesi della zona euro, considerando l’origine prevalentemente esogena delle spinte al rialzo”, nota l’Istat, aggiungendo che “una ripresa dell’inflazione è attesa, con diversa intensità, da tutti gli operatori economici”.
Sempre ad ottobre, la fiducia ha mostrato andamenti discordanti tra i consumatori (lievemente in aumento) e le imprese (in ulteriore flessione).
“L’indicatore anticipatore – conclude l’Istat – registra un’ulteriore flessione, segnalando la persistenza di una fase di debolezza del ciclo economico”.

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