Famiglia: Morgano (Parlamento Ue), “compito primario di trasmettere la vita e la nostra identità”

“In una fase di oggettivo smarrimento, di crisi del progetto europeo, le Istituzioni Ue e, prima fra tutte il Parlamento, hanno voluto fortemente” che questo 2018 fosse l’anno europeo del Patrimonio culturale “nella convinzione che la nostra comune cultura, intesa nella sua declinazione più ampia sia il vero collante dell’identità europea”. Lo ha detto Luigi Morgano (Gruppo dell’alleanza progressista dei socialisti e democratici al parlamento europeo) e membro della Commissione cultura e istruzione del del Parlamento europeo che insieme ad Anna Zaborska, (Partito popolare europeo), presidente dell’inter-gruppo parlamentare sulla famiglia, hanno ospitato la conferenza di alto livello organizzata dalla Federazione delle associazioni cattoliche di famiglie in Europa (Fafce) nella sede del Parlamento europeo a Bruxelles. Con una risoluzione del settembre del 2015, ha riferito Morgano, è stato finalmente sdoganato il concetto per cui “anche il patrimonio religioso rappresenta una componente immateriale del patrimonio culturale europeo; e che l’importanza dei luoghi, delle pratiche e degli oggetti legati alle pratiche religiose non dovrebbe essere sottovalutata nella narrativa del patrimonio culturale europeo”. Purtroppo, però, “è stato fatto passare il concetto errato che ciò che, oggettivamente, contraddistingue ed è parte integrante della nostra identità” cristiana “sia di per sé, fattore di esclusione e per questo vada rimosso, anziché tesoro da far conoscere e condividere”. In questo contesto spetta alla famiglia il “compito primario di trasmettere” la vita, ma anche “ciò che siamo, la nostra identità”, “precisi punti di riferimento culturali e spirituali” in un contesto odierno dove regna “l’esasperazione dell’individualismo e un relativismo imperante in cui si sottolineano i diritti individuali, non quelli sociali”.

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