Diocesi: Roma, aperto anno pastorale Cor. Mons. Ruzza (vescovo ausiliare), “l’oratorio luogo di riconciliazione”

L’anno pastorale del Centro oratori romani, associazione laicale che promuove l’oratorio nella diocesi di Roma, è stato aperto nei giorni scorsi dalla celebrazione eucaristica presieduta da mons. Gianrico Ruzza, vescovo ausiliare del settore Centro e segretario generale del Vicariato. A S. Maria del Buon Consiglio al Quadraro, dove riposano le spoglie del fondatore, il servo di Dio Arnaldo Canepa, i soci effettivi e gli animatori degli oratori hanno fatto memoria del suo lascito spirituale, quel “sogno di oratorio” per tutti i bambini e i ragazzi a cominciare dagli ultimi. “È bello sognare che il servizio in un oratorio possa trasformare la nostra umanità fragile in una scelta coraggiosa! Dobbiamo sognare che non ci siano più ragazzi abbandonati nella nostra città e che l’oratorio sia un luogo di educazione per tutti, senza nessuna esclusione, per rispondere alla chiamata di Papa Francesco, all’invito che la Chiesa sia una casa per tutti, bambini, adolescenti, giovani e adulti”, ha detto il presule. “L’oratorio può essere luogo di riconciliazione – ha proseguito mons. Ruzza – dove si rattoppano le reti del nostro apostolato, ricucendo le relazioni e recuperando chi si sente emarginato. Nel Sinodo appena concluso è emerso che i giovani non si sentono ascoltati e che la liturgia è lontana dalla loro vita. L’oratorio è il luogo dove si può riscoprire questa bellezza, il luogo in cui ci stringiamo la mano, non solo perché cantiamo e balliamo, ma perché ci troviamo insieme nella letizia del cuore ponendo al centro il Vangelo”. Rivolgendosi ai tanti giovani animatori presenti, mons. Ruzza ha chiesto: “Contagiate la città con la vostra gioia profonda dell’essere discepoli, dando un’immagine attraente della vita cristiana. Per questo impegno, è necessario un percorso di formazione interiore personale che porti alla crescita di ognuno nell’umiltà, nella comunione e nell’obbedienza”.
Anche il presidente del Cor, David Lo Bascio, accogliendo il vescovo insieme all’assistente ecclesiastico, don Simone Carosi, ha fatto memoria delle origini dell’associazione nel popolare quartiere romano: “In ogni tempo l’oratorio risponde alla sua missione solo se si fa presente dove il più piccolo è solo, inascoltato, disistimato. La liturgia risuona come un invito a rivolgere l’opzione preferenziale per gli ultimi e a operare continuamente la conversione missionaria della pastorale oratoriana nelle nostre comunità e oltre esse”. Nel corso della celebrazione hanno pronunciato la loro promessa i nuovi soci effettivi insieme a coloro che da tempo confermano la promessa di servizio nel Cor e in diocesi. Canepa è stato anche ricordato con una Messa presso la clinica Madonna della fiducia dove trascorse gli ultimi giorni della sua vita terrena presieduta da mons. Paolo Ricciardi, delegato alla Pastorale sanitaria della diocesi.

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