Agricoltura: Prandini (Coldiretti), “stop ad abbandono e mancata programmazione cause di calamità”. “Guardare ai giovani e promuovere sostenibilità, sviluppo, occupazione”

“Le calamità sono frutto di abbandono e di mancata programmazione. È ora di dire basta”. Non usa mezzi termini Ettore Prandini, neopresidente di Coldiretti, eletto questa mattina dai delegati riuniti a Roma. Nel suo primo discorso sintetizza a braccio le priorità del suo mandato richiamando il piano in dieci punti contro il dissesto idrogeologico che verrà presentato nei prossimi giorni dalla confederazione al governo. “Andremo a costituire una fondazione – annuncia – che abbia al centro il tema del cibo, della salute e del benessere. Nel 2020 ci dovremo impegnare su un progetto di educazione primaria nelle scuole perché su questo si fondano i principi sui quali creare i consumatori di domani”. Per Prandini occorre, inoltre, “valorizzare e sostenere i piccoli Comuni che coprono il 90% delle aree svantaggiate”. Sui reati agroalimentari, aggiunge, “dobbiamo avere certezza delle pene che non possono limitarsi a sanzioni di poche centinaia di euro. Le aziende che frodano il consumatore devono subire la chiusura dello stabilimento”. “Gli accordi di libero scambio non valorizzano il Made in Italy”, l’ulteriore denuncia di Prandini. “Per la prima volta abbiamo consentito in Italia che in altri Paesi si possa copiare il nostro prodotto agroalimentare permettendo la produzione di un falso Made in Italy”. Con riferimento all’Ue, “vorremmo – dice – un’Europa che non pensi solo alle speculazioni finanziarie o al rating, vorremmo un’Europa che pensi alla gente, alla valorizzazione degli aspetti culturali di ogni Stato e che li esalti; e questo vale anche per il nostro agroalimentare”. Sulla Pac (Politica agricola comune) il neopresidente Coldiretti afferma: “Dobbiamo tornare a valorizzare una forma di sostegno alle imprese agricole, non in base alla loro superficie ma a quelle che garantiscono occupazione, come quelle italiane. Vogliamo che venga finanziata un’agricoltura che guarda ai giovani e vuole promuovere nuove forme di sostenibilità e di sviluppo portando nel Paese nuova occupazione anche nel sud e nelle isole”. Infine un monito: “La politica è importante. Non abbiamo bandiere, oltre alla nostra gialla e verde, ma con la politica ci dobbiamo confrontare”.

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