Maltempo: mons. Marangoni (Belluno-Feltre), “grazie ai soccorritori all’opera in questi giorni difficili: è una ricchezza impareggiabile del nostro territorio”

(Foto: Giorgio Boato)

“Grazie a tutti i soccorritori. Per loro non ci sono parole di gratitudine e apprezzamento che possano ricambiare il tempo donato, le energie profuse, il rischio corso, l’intelligenza gestionale impiegata, la fatica donata. Questo altro volto del nostro territorio è una ricchezza impareggiabile”. Lo scrive il vescovo di Belluno-Feltre, mons. Renato Marangoni, in una lettera alle comunità cristiane della diocesi e ai cittadini della provincia di Belluno. “Dopo il fuoco dell’incendio nell’Agordino di qualche giorno prima, ecco lunedì 29 ottobre iniziare la torrenziale pioggia che ha lacerato, con rovinosa forza, parte della rete stradale, riversandosi in parecchie abitazioni – ricorda il vescovo di Belluno-Feltre –. Ma soprattutto la violenza del vento ha ridisegnato un volto desolato nel nostro territorio boschivo, scoperchiando abitazioni, aziende, chiese e fienili”. Mons. Marangoni non esita a descrivere quello che si presenta di fronte agli occhi, oggi, come un “paesaggio bombardato”. Ricorda le difficoltà di alcune comunità, rimaste letteralmente isolate perché le strade erano interrotte e la linea elettrica danneggiata. Ancora oggi ci sono località che non sono più servite dall’acqua potabile degli acquedotti.
Il vescovo ricorda anche le tre persone che hanno perso la vita nel bellunese a causa del maltempo: “Ci raccogliamo nel silenzio orante e pensiamo al dolore dei loro familiari”. Di fronte a tanta sofferenza, la gente del bellunese ha mostrato ancora una volta la sua vera forza. “Da subito – ricorda mons. Marangoni – si è accesa con determinazione pronta e generosa l’opera di soccorso e di aiuto alle troppe situazioni di emergenza che col passare delle ore sembravano moltiplicarsi”. Il vescovo ricorda tutte le istituzioni, le forze dell’ordine e i volontari che fin dalle primissime ore sono scesi in campo per proteggere la popolazione e per mettere in sicurezza il territorio. “Abbiamo riconosciuto che c’è quest’altra energia come un’inarrestabile riserva rigeneratrice che ancora ci vedrà capaci di fiducia e di ripresa – sottolinea –. L’aiuto spontaneo insorto tra vicini di casa e tra paesani ha vinto paura e titubanza, facendo fronte alle situazioni di più immediata emergenza domestica. Le comunità cristiane di questo nostro territorio, accanto al dolore condiviso, manifestano la loro gratitudine per la solidarietà manifestata e la innalzano come preghiera di sostegno e di speranza verso chi ha più temuto e sofferto in questi giorni”.
Accanto alla preghiera, la Chiesa di Belluno-Feltre intende essere vicina alle popolazioni più duramente colpite dal maltempo con una “giornata di solidarietà”, che mons. Marangoni ha istituito per domenica prossima, 11 novembre, festa di san Martino, che è anche uno dei patroni della diocesi. Nelle parrocchie e durante le messe sarà promossa una raccolta fondi. “Sia una giornata di consapevolezza di quanto avvenuto – auspica il vescovo –, di consolidata capacità nel prenderci per mano e aiutarci a tutti i livelli di istituzioni, di associazioni, di comunità civili ed ecclesiali, di famiglie e di persone”.

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