Yemen: Save the Children, “escalation violenza a Hodeidah mette decine di migliaia di bambini su linea fuoco”

Sono stati quasi un centinaio gli attacchi aerei nel fine settimana sulla città di Hodeidah, in Yemen. Cinque volte in più rispetto all’intera prima settimana di ottobre. La denuncia arriva da Save the Children. “Questa grave escalation intorno alla più importante città portuale dello Yemen mette decine di migliaia di bambini sulla linea del fuoco – afferma Tamer Kirolos, direttore di Save the Children in Yemen – e rischia di creare ulteriori blocchi alla consegna di cibo e medicine in un Paese in cui si stima che ogni giorno fame e malattie stiano uccidendo in media 100 bambini”. “Ogni convoglio bloccato al porto o che non riesce a lasciare l’area a causa delle violenze significa un peggioramento della malnutrizione e un numero maggiore di bambini che rischia di morire – aggiunge Kirolos -. I pazienti che sono all’interno delle nostre strutture sanitarie sono terrorizzati dai bombardamenti e corrono per mettersi al sicuro appena sentono che stanno per cominciare, indipendentemente dalle loro condizioni di salute. Sanno che i centri sanitari non sono sicuri e temiamo che le persone bisognose di cure mediche urgenti non si rivolgano agli ospedali per la paura dei bombardamenti”. In questo momento Save the Children sta sollecitando tutte le parti a cessare immediatamente i combattimenti, in modo da evitare il sacrificio di altre vite innocenti, consentire il pieno accesso agli aiuti umanitari e alle importazioni commerciali e negoziare con l’inviato speciale delle Nazioni Unite Martin Griffiths senza precondizioni. “Questa ondata di violenza è profondamente preoccupante, alla luce dei piani per ulteriori colloqui di pace che potrebbero essere un passo fondamentale per portare soccorso ai bambini dello Yemen – prosegue Kirolos -. Sono quattro anni che vivono sotto i bombardamenti e soffrono la fame. Gli attacchi del fine settimana dimostrano che le dichiarazione dei leader mondiali non hanno senso se non sono supportate da azioni concrete. La comunità internazionale deve aumentare la pressione diplomatica e intensificare gli sforzi per arrestare immediatamente l’offensiva e arrivare ad un cessate il fuoco globale”.

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