Papa Francesco: Angelus, “pre-selezionare il mio prossimo non è cristiano”. No a comunità “stazioni di servizio”

“Pre-selezionare il mio prossimo: questo non è cristiano”. È il monito lanciato dal Papa, durante l’Angelus di ieri, pronunciato davanti a 20mila persone. “Io penso che il mio prossimo sia quello che io ho preselezionato: no, questo non è cristiano, è pagano”, ha aggiunto a braccio, spiegando che invece “si tratta di avere occhi per vederlo e cuore per volere il suo bene”. “Se ci esercitiamo a vedere con lo sguardo di Gesù, ci porremo sempre in ascolto e accanto a chi ha bisogno”, ha spiegato Francesco a proposito del “comandamento dell’amore”, che è “amore di Dio e amore del prossimo”. “I bisogni del prossimo richiedono certamente risposte efficaci, ma prima ancora domandano condivisione”, ha ammonito il Papa: “Con un’immagine possiamo dire che l’affamato ha bisogno non solo di un piatto di minestra, ma anche di un sorriso, di essere ascoltato e anche di una preghiera, magari fatta insieme”. “Il Vangelo di oggi invita tutti noi ad essere proiettati non solo verso le urgenze dei fratelli più poveri, ma soprattutto ad essere attenti alla loro necessità di vicinanza fraterna, di senso della vita, di tenerezza”, ha spiegato Francesco: “Questo interpella le nostre comunità cristiane: si tratta di evitare il rischio di essere comunità che vivono di molte iniziative ma di poche relazioni; il rischio di comunità ‘stazioni di servizio’ ma di poca compagnia, nel senso pieno e cristiano di questo termine”. “Sarebbe illusorio pretendere di amare il prossimo senza amare Dio; e sarebbe altrettanto illusorio pretendere di amare Dio senza amare il prossimo”, ha osservato il Papa, facendo notare che “le due dimensioni dell’amore, per Dio e per il prossimo, nella loro unità caratterizzano il discepolo di Cristo”. “L’amore per Dio e l’amore per il prossimo sono inseparabili, anzi, di più, si sostengono l’un l’altro”, ha proseguito Francesco: “Pur se posti in sequenza, essi sono le due facce di un’unica medaglia: vissuti insieme sono la vera forza del credente! Amare Dio è vivere di Lui e per Lui, per quello che Lui è e per quello che Lui fa. E il nostro Dio è donazione senza riserve, è perdono senza limiti, è relazione che promuove e fa crescere”. “Amare Dio vuol dire investire ogni giorno le proprie energie per essere suoi collaboratori nel servire senza riserve il nostro prossimo, nel cercare di perdonare senza limiti e nel coltivare relazioni di comunione e di fraternità”, ha concluso il Papa: “Il prossimo è la persona che io incontro nel cammino, nelle mie giornate”.

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