Papa Francesco: a Santa Marta, “rivalità e vanagloria” distruggono la comunità, no a “egoismo dell’interesse”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Ci sono due cose che vanno contro l’unità: la rivalità e la vanagloria”, che distruggono le fondamenta delle comunità, seminando divisioni e conflitti. È il monito del Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta, in cui ha stigmatizzato “l’egoismo dell’interesse”, ribadendo che la “gratuità” predicata da Gesù “non è selettiva”. L’insegnamento di Gesù – ha detto Francesco, secondo quanto riferisce Vatican news – è chiaro: “non fare le cose per interesse”, non scegliere le proprie amicizie sulla base della convenienza. Ragionare solo in base al proprio “tornaconto”, infatti, è “una forma di egoismo, di segregazione e di interesse”, mentre il “messaggio di Gesù” è esattamente il contrario: la “gratuità”, che “allarga la vita”, “allunga l’orizzonte, perché è universale”. Anche il chiacchiericcio, per il Papa, è “un modo di distruggere le persone”. “Nella comunità non ci siano rivalità”, dice invece San Paolo: “La rivalità è una lotta per schiacciare l’altro. È brutta, la rivalità: si può fare in modo aperto, diretto o si può fare con i guanti bianchi; ma sempre per distruggere l’altro e innalzare se stessi. E siccome io non posso essere così virtuoso, così buono, diminuisco l’altro, così io rimango sempre alto. La rivalità è una via a questo agire per interesse. Questo distrugge una comunità, distrugge una famiglia, pure … Pensate alla rivalità tra i fratelli per l’eredità del padre, per esempio: questa è cosa di tutti i giorni. Pensate alla vanagloria, a coloro che si vantano di essere migliori degli altri”. “Quando noi leggiamo le notizie delle guerre, pensiamo alle notizie della fame dei bambini nello Yemen, frutto della guerra”, l’esempio scelto dal Papa: “È lontano, poveri bambini … ma perché non hanno da mangiare? Ma la stessa guerra si fa a casa nostra, nelle nostre istituzioni con questa rivalità: incomincia lì, la guerra! E la pace deve farsi lì: nella famiglia, nella parrocchia, nelle istituzioni, nel posto di lavoro, cercando sempre la unanimità e la concordia e non il proprio interesse”.

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