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Papa Francesco: a rabbini del Caucaso, “commemorare l’olocausto è necessario”, “libertà religiosa è baluardo contro le pretese totalitariste”

“Commemorare l’olocausto è necessario, perché del passato resti una memoria viva”. Lo ha detto il Papa, che ha ricevuto oggi in udienza, per la prima volta, una delegazione di rabbini del “World Congress of Mountain Jews” del Caucaso. “Senza una memoria viva non ci sarà futuro perché, se non impariamo dalle pagine più nere della storia a non ricadere nei medesimi errori, la dignità umana rimarrà lettera morta”, ha ammonito Francesco, che a proposito della Shoah ha ricordato “un altro drammatico settantacinquesimo: quello del rastrellamento del ghetto di Roma”, commemorato il 16 ottobre scorso. “E tra pochi giorni, il 9 novembre, saranno ottant’anni dalla cosiddetta ‘notte dei cristalli’, quando vennero distrutti molti luoghi di culto ebraici, anche con l’intento di sradicare ciò che nel cuore dell’uomo e di un popolo è assolutamente inviolabile: la presenza del Creatore”, ha ricordato il Papa. “Quando si è voluto sostituire il Buon Dio con l’idolatria del potere e l’ideologia dell’odio, si è arrivati alla follia di sterminare le creature”, la denuncia: “Perciò la libertà religiosa è un bene sommo da tutelare, un diritto umano fondamentale, baluardo contro le pretese totalitariste”. “L’ultima volta che ho incontrato una comunità ebraica è stata in Lituania lo scorso 23 settembre”, ha esordito Francesco: “Era una giornata dedicata alla commemorazione della Shoah, settantacinque anni dopo la distruzione del ghetto di Vilnius e l’uccisione di migliaia di ebrei. Ho pregato davanti al monumento delle vittime dell’olocausto e ho chiesto all’Altissimo di consolare il suo popolo”.

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