Istituto Giovanni Paolo II: mons. Coda, “in relazione uomo-donna” si realizza “disegno di gioia e fecondità cui sono chiamati dal Creatore”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Nel Vangelo del matrimonio e della famiglia s’intrecciano senza più possibilità d’essere l’una dall’altra svincolate, l’esperienza e l’intelligenza cristiana di Dio con l’esperienza e l’intelligenza cristiana dell’uomo e della donna nel cammino della loro relazione sponsale e generativa”. Lo afferma il teologo Piero Coda nella prolusione all’odierno Dies academicus del Pontificio Istituto teologico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia. Per Coda, il linguaggio della “generazione trinitaria” e la “sponsalità” sono strettamente intrecciati. “I Tre, nella Trinità, sono uno non benché siano distinti ma proprio in quanto sono distinti”. “La relazione tra uomo e donna – prosegue – è il punto di contatto tra teologia e antropologia” in quanto “il rapporto tra Padre e Figlio attraverso lo Spirito Santo, nell’incarnazione di Cristo e nel ruolo centrale di Maria, arricchiscono reciprocamente teologia e antropologia”. Infatti “in Dio, il maschile e il femminile non sono dimessi, ma esprimono e realizzano – e proprio nella loro reciprocità – il disegno di bellezza, gioia e fecondità che son chiamati a incarnare nel tempo dal Creatore. Nell’integralità del loro essere: fatto di anima e corpo, intelligenza e affetto, desiderio e comunicazione”.

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