Asia Bibi: Ahmad (giornalista pakistano), “legge blasfemia non si può abolire ora, meglio indebolirla”

“Assolvere Asia Bibi è un segnale ma bisogna essere cauti, far spegnere prima il fuoco e poi dire che è libera. Penso che la sua liberazione potrebbe aiutare anche altre mille persone innocenti in carcere per motivi simili”. In questa situazione “sia l’esercito, sia il governo attuale, non possono abolire la legge sulla blasfemia, però possono indebolirla”. Lo afferma in una intervista al Sir il giornalista Ejaz Ahmad,  direttore della rivista “Azad” dei pakistani in Italia, commentando il clima ancora teso in Pakistan, con proteste e centinaia di arresti di militanti estremisti che si oppongono alla liberazione di Asia Bibi, la donna cristiana assolta dopo essere stata condannata a morte nel 2010. A suo avviso in questo momento è “meglio dire che sta in carcere e farla uscire magari tra un mese, quando la tensione si sarà alleggerita. Una strategia alla pakistana”. Ricorda, come paragone, la vicenda delle vignette sataniche pubblicate anni fa da un giornale satirico danese, che avevano scatenato proteste in tutto il mondo musulmano: “All’epoca dissi all’ambasciatore danese che, certo, la libertà di pensiero è importante ma in questi Paesi si vanno a toccare equilibri delicati. C’è gente che vive in trincea, compresi 3 milioni di cristiani. La libertà di parola non è sempre intelligente. Meglio far passare prima il pericolo”. Perché “quando si tocca il tema dell’abolizione della legge sulla blasfemia il gioco si fa pericoloso. Meglio andare a piccoli passi, altrimenti si rischia la vita”. Il punto è “capire quanto è forte il partito politico Tehreek-e-Pakistan Labbaik  (tradotto: “Io ci sto”), che ha parecchio consenso e molti seggi in Parlamento. È guidato da Khadim Hussain Rizvi, un personaggio carismatico. Il giorno in cui è stato reso noto il risultato della sentenza il governo ha sospeso il suo account Twitter ma non è stato sufficiente. È un movimento molto grande, militarizzato. I membri sono pronti a dare la propria vita e ad uccidere”. “Bisognerebbe fare leggi intelligenti per diminuire il potere di questo movimento – osserva -. Ma non è facile abolire la legge sulla blasfemia”.  A suo parere “la decisione del primo ministro Imran Khan di favorire l’assoluzione di Asia Bibi è un gesto di grandissimo coraggio perché rischia di essere ucciso, insieme al giudice e all’avvocato. La cosa importante di questa sentenza non è solo il rilascio di Asia Bibi ma far diventare eroi due personaggi come il ministro delle minoranze religiose Shahbaz Bhatti e il governatore del Punjab Salman Taseer che nel 2011 sono morti per lei”.

 

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