Anziani: ricerca Auser/Spi Cgil, “sempre più a rischio il futuro dell’assistenza, serve ripensare il nostro sistema di welfare”

Il futuro dell’assistenza per gli anziani non autosufficienti è sempre più a rischio. È questo il cuore della nuova ricerca Auser e Spi Cgil “Problemi e prospettiva della domicialiarità”, realizzata da Claudio Falasca, pubblicata da “Liberetà” e da oggi scaricabile su www.auser.it e www.spi.cgil.it. La ricerca raccoglie una serie di analisi e proposte sulla persona anziana, il suo ambiente di vita e i suoi bisogni. A fronte di una costante crescita del numero di anziani bisognosi di cure, diminuisce il numero di caregiver familiari. Sono, infatti, sempre meno le famiglie in grado di prendersi cura delle persone anziane. La ricerca mette in evidenza che le donne, vero pilastro del ruolo di assistenza della famiglia, sono sempre più impegnate nel mondo del lavoro, oggi il tasso di occupazione in Italia è di circa il 48,1% ma se si dovesse raggiungere la media europea del 61.5% il lavoro di cura in ambito familiare subirebbe un drastico ridimensionamento di circa 2 milioni e 500mila donne. Gli anziani del futuro, inoltre, avranno pensioni più basse e questo inciderà su mercato privato di cura. Quando si parla di “domiciliarità” – spiega Auser in un comunicato – non ci si riferisce sono alla casa, ma a tutto quello che la circonda. La ricerca, partendo dall’analisi del cambiamento demografico (l’età media continua a innalzarsi e per la prima volta nella storia la popolazione urbana nel mondo ha superato la popolazione rurale) e la qualità e quantità dei servizi, sia pubblici che privati, che vengono offerti nel nostro Paese, costruisce una visione futura sulla cosiddetta “cura a lungo termine”, analizza il ruolo della famiglia e le diseguaglianze di reddito, per poi arrivare alle condizioni abitative e agli standard urbanistici. “Il cambiamento demografico, il numero delle persone non autosufficienti e i pochi servizi disponibili, ci dicono che intervenire sulla “domiciliarità” è una strada obbligata – afferma il presidente Auser Enzo Costa –. Invecchiare a casa proprie è un diritto che va garantito con una rete efficace di servizi sul territorio nel rispetto della persona in tutto l’arco della sua vita”. “Siamo in presenza di profonde trasformazioni nella nostra società, prima fra tutte quella dell’invecchiamento della popolazione – sostiene il segretario generale dello Spi-Cgil, Ivan Pedretti –. Quella della non autosufficienza è una vera e propria emergenza nazionale che riguarda da vicino non solo tanti anziani ma anche e soprattutto le loro famiglie. È uno dei grandi temi del nostro tempo, che la politica finora ha fatto però finta di non vedere. Serve una legge nazionale, servono risorse e serve ripensare il nostro sistema di welfare che altrimenti rischia così di non reggere”.

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