Egitto: Cantini (ambasciatore), “cooperazione italiana caratterizzata da forte sensibilità sociale”

(dagli inviati Sir a Il Cairo) “Quella della Chiesa italiana in Egitto e più in generale nel Medio Oriente è una presenza storica che guarda a tutti, cristiani e musulmani e che ci inorgoglisce anche come Paese”. Lo ha detto al Sir l’Ambasciatore d’Italia in Egitto, Giampaolo Cantini, a margine di un incontro avuto ieri sera al Cairo con un gruppo di giornalisti della Federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc), guidati dal presidente don Adriano Bianchi,  vincitori del concorso “8×1000 senza frontiere”, promosso dalla Fisc e dal Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica della Cei. Occasione dell’incontro una visita comune all’ospedale Santa Teresa del Bambino Gesù, gestito dai carmelitani scalzi, e situato nel quartiere popolare cairota di Shubra. Nel nosocomio la Cei – rappresentata al Cairo da don Leonardo Di Mauro, responsabile del Servizio per gli interventi caritativi a favore dei Paesi del Terzo Mondo – ha finanziato con fondi dell’8×1000 l’acquisto di apparecchiature mediche. “Qui in Egitto – ha spiegato l’ambasciatore – abbiamo una presenza italiana importante che risale a un secolo e mezzo fa circa e che oggi si caratterizza per una forte sensibilità sociale. Shubra è un quartiere tra i più popolosi e poveri della capitale egiziana, dove vive una consistente comunità cristiana. Nell’ospedale l’aiuto viene dato a tutti senza distinzioni. I servizi sociali offerti alla cittadinanza, soprattutto in campo educativo e sanitario, oggi sono necessari poiché l’Egitto sta attraversando un periodo di riforme economiche radicali che hanno un impatto sociale importante. La necessità di adeguare questi servizi sociali ai bisogni reali degli egiziani è oggi molto più forte”. Secondo Cantini, che è stato anche direttore generale della Cooperazione allo sviluppo al Ministero degli affari esteri, “la cooperazione può accompagnare i processi di riforma istituzionale e della governance. Può promuovere la diffusione dell’imprenditorialità, anche giovanile, implementare la formazione professionale” come testimonia il lavoro dell’Istituto Don Bosco al Cairo. “La cooperazione italiana – ha concluso l’ambasciatore – ha sempre avuto una particolare sensibilità per la dimensione sociale. Senza servizi sociali essenziali di sanità e istruzione non esiste possibilità di sviluppo economico, politico e sociale”.

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