Chiese dismesse: mons. Riba Farrés (Spagna), “Catalonia sacra” per salvaguardare patrimonio e promuovere dialogo con società

“Catalonia sacra” è stata creata per salvaguardare il patrimonio catalano promuovendo la formazione dei seminaristi e il dialogo con la società (sia con i credenti sia con i non credenti). Nella giornata conclusiva del convegno internazionale “Dio non abita più qui?” (Pontificia Università Gregoriana), mons. Josep Maria Riba Farrés, direttore del Museo episcopale di Vic, in Catalogna, parla del progetto nato nella regione catalana della Spagna e afferma: “Il mondo in cui viviamo ha bisogno di una boccata d’aria fresca, di un supplemento di anima. Gli artisti sono i custodi della bellezza del mondo, la Chiesa ha bisogno di artisti e gli artisti possono trovare nel cristianesimo una fonte di ispirazione”. Aprire il patrimonio culturale della Chiesa a tutta società e dare conto della sua varia natura l’obiettivo del progetto, nato dalla sinergia dei dieci episcopati catalani sotto la direzione del vescovo responsabile dei beni culturali e presentato nel 2012 a Barcellona. Importante anche il turismo e la sua interazione con il patrimonio locale per lo sviluppo di una vera e propria “infrastruttura turistica”. Riba Farrés chiama a raccolta per unirsi alla rete delle “Chiese aperte” mirante a “contrastare la distruzione di un bellissimo patrimonio” e conclude: “Non si tratta di fare catechesi – conclude -, ma di essere consapevoli che il patrimonio della Chiesa può essere un buon canale di comunicazione evangelica, può aiutare a vedere la Chiesa come testimonianza viva e vivente della comunità incoraggiando nel contempo l’intreccio di relazioni tra credenti e non credenti”.

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