Chiese dismesse: don Pennasso (Cei), “persone e comunità al centro del progetto pastorale integrato”

I beni ecclesiastici svolgono un compito importante per l’evangelizzazione e, ben oltre la semplice appartenenza giuridica, “rimandano alla comunità di riferimento che li ha creati, conservati e che ne è il naturale destinatario”. Lo sostiene don Valerio Pennasso, direttore Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e gli edifici di culto della Conferenza episcopale italiana, aprendo la seconda giornata del convegno “Dio non abita più qui? Dismissione dei luoghi di culto e gestione integrate dei beni culturali ecclesiastici” che, promosso da Pontificio Consiglio della cultura, Cei e Pontificia Università Gregoriana, si conclude oggi presso l’Ateneo dei gesuiti. “Il patrimonio – spiega Pennasso – non è una cosa” ma “un processo culturale collettivo”. Nella Laudato si’ Papa Francesco evidenzia che il patrimonio storico artistico e culturale costituisce l’identità di un popolo, in una prospettiva che mette al centro persone e comunità. Devono essere loro i primi destinatari di ogni progettualità e studio. Per questo, il progetto culturale della Cei tenta di offrire una visione a lungo termine che integri persone, comunità e risorse del patrimonio, coinvolgendo l’intera comunità cristiana e tentando di “ricostruire un patto virtuoso” tra popolazione e territorio. “Il progetto pastorale integrato – precisa il sacerdote – non si fa quindi attraverso i beni ma attraverso le persone e le comunità”. Parole d’ordine: conoscenza, ascolto, dialogo, relazione, accoglienza. Fondamentali, infatti, la consapevolezza del valore del patrimonio; la conoscenza di natura, funzione e proprietà giuridiche dei beni ecclesiali; la loro valorizzazione in collaborazione con varie agenzie internazionali seguendo una visione non solo economica ma soprattutto di “servizio della persona umana oggi, anche in ordine alla santità”. Fondamentale il supporto delle nuove tecnologie: interattività, multimedialità, ipertestualità, orizzonte all’interno de quale si colloca il portale BeWeb. In questo processo culturale e pastorale, conclude il direttore dell’Ufficio Cei, “un ruolo importante lo possono svolgere le imprese sociali e culturali, nonché la cooperazione sociale e culturale”.

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