Chiese dismesse: Costa Saldanha (Portogallo), “formazione personale e impegno comunità”. In serata delegati Conferenze episcopali approveranno linee guida

Formazione del personale e impegno della comunità: si potrebbe riassumere così l’esperienza portoghese presentata da Sandra Costa Saldanha, segretario nazionale per i beni culturali della Chiesa (Conferenza episcopale portoghese) al convegno “Dio non abita più qui?” che si chiude oggi alla Pontificia Università Gregoriana. Per la relatrice, il patrimonio culturale religioso prodotto dalla comunità cristiana deve essere custodito e conservato dalla stessa comunità che però deve essere adeguatamente “formata” e guidata da specialisti. Con riferimento alla sua esperienza di formazione del personale impiegato nel settore del patrimonio e coinvolgente la comunità, Costa Saldanha sottolinea l’importanza del patrimonio culturale della Chiesa e il valore della preparazione delle comunità locali, coinvolgendole nella comunicazione della bellezza di una chiesa e delle opere d’arte al loro interno. Diversi i programmi culturali in atto con l’obiettivo di conservare, proteggere e catalogare il patrimonio delle aree locali, nei quali sono coinvolte anche persone comuni: “segretariato e diocesi hanno prodotto a tale fine un manuale di procedure” nella consapevolezza che la conservazione di questo patrimonio “è nelle mani dei suoi custodi: parroci, sagrestani, fedeli”. Il segreto, conclude, è insegnare loro ad “amare la propria identità unica”, cosa che aiuta, come affermava san Giovanni Paolo II, “a ritrovare lo stupore religioso davanti al fascino della bellezza e della sapienza che si sprigiona da quanto ci ha consegnato la storia”. Nel pomeriggio proseguirà a porte chiuse il confronto dei delegati delle 23 Conferenze episcopali presenti per approvare un documento contenente linee guida per la comunità ecclesiale, che verrà probabilmente diffuso nei prossimi giorni.

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