Chiese dismesse: Bonisoli (Mibac), “disponibili a dialogo e collaborazione con la Chiesa. Mettere insieme le forze”

“Noi ci siamo” e “siamo disponibili dialogo e collaborazione con la Chiesa”. La assicura il ministro dei Beni e delle attività culturali (Mibac), Alberto Bonisoli, nel saluto alla seconda giornata del convegno internazionale “Dio non abita più qui? Dismissione di luoghi di culto e gestione integrata dei beni culturali ecclesiastici” che si chiude oggi alla Pontificia Università Gregoriana per iniziativa di Pontificio Consiglio della cultura – Dipartimento per i Beni culturali, Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei e Dipartimento dei beni culturali della Chiesa dell’Ateneo. “È importante adeguare le politiche culturali all’evoluzione dei tempi”, osserva il ministro secondo il quale i beni culturali devono essere utilizzati “per il bene dei cittadini, come qualcosa che aiuta a migliorare la qualità della vita e a mantenere forte il senso di coesione sociale di una comunità”. “Oggi ci poniamo davanti ad una sfida: il problema di alcuni tesori dal punto di vista artistico, archeologico, culturale” che “per chi abita in una certa comunità hanno un valore identitario molto forte”. Per quanto riguarda l’utilizzazione di un bene ecclesiastico con finalità diverse da quelle religiose, “dal punto di vista dello Stato italiano posso dire che noi ci siamo – assicura Bonisoli –; dobbiamo continuare il dialogo. Siamo disponibilissimi a ragionare in termini di conservazione, restauro, valorizzazione, gestione. Siamo più in generale disponibili a capire che possiamo lavorare insieme. Lo Stato italiano ha solo l’interesse di proteggere e rendere disponibile l’immenso patrimonio culturale del nostro Paese; penso che la Chiesa abbia interesse a vedere come possiamo dialogare e mettere insieme le forze. Abbiamo già avviato questa riflessione – conclude – e in alcuni cantieri siamo molto avanti”.

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