Chiese di Sicilia: a Cefalù il XVI corso di aggiornamento per i docenti di religione

Si conclude domani, a Cefalù, il XVI corso di aggiornamento per i docenti di religione delle 18 diocesi siciliane. Realizzato dal coordinamento regionale dell’Ufficio per l’insegnamento della religione cattolica (Irc) della Cesi, in convenzione tra Miur e arcidiocesi di Monreale, ha come titolo “Il Patrimonio artistico come ambiente di apprendimento per l’Insegnamento della religione cattolica”. “Il corso vuole accompagnare il cammino di riflessione degli insegnanti di religione sul ruolo specifico che l’Irc svolge nel campo dell’educazione integrale della persona anche in vista delle nuove sfide culturali della società di oggi alla luce dell’antropologia cristiana. La scuola – spiega Barbara Condorelli, direttrice del Coordinamento regionale per l’Irc Sicilia -, anche attraverso la memoria storica e il recupero del linguaggio dell’arte religiosa, si propone di aiutare i ragazzi a sviluppare la coscienza dell’identità e dell’appartenenza a un gruppo culturale e sociale”. Durante il corso viene esaminato sotto vari aspetti – antropologico, biblico e teologico, culturale, pedagogico e didattico – il contributo che l’Irc può dare nella costruzione di percorsi formativi mediante accostamenti finalizzati a leggere e a interpretare quello che un’opera d’arte ha detto e continua a dire ancora oggi. Il tutto orientato allo sviluppo delle competenze e alla loro valutazione. Oltre alle relazioni del teologo don Vito Impellizzeri, del giornalista Rai Fabio Zavattaro, di Francesca Paola Massara e don Antonino Pileri Bruno, docenti rispettivamente di Archeologia e Storia dell’arte cristiana e di ecumenismo presso la Facoltà teologica di Sicilia, in programma anche numerosi laboratori proposti in base alle scuole nelle quali i docenti partecipanti operano. “Ci si vuole confrontare con delle buone pratiche finalizzate ad innovare il processo di insegnamento e di apprendimento nell’ottica della ricerca- azione e proporre l’Irc attraverso il percorso artistico per riappropriarsi della tradizione cristiana antica e ri-attualizzarla. I contributi oggetto di riflessione del corso – aggiunge la direttrice del coordinamento regionale –, considerano l’arte quale ‘testo’ che ridice i contenuti specifici dell’Irc e, nel caso dell’arte contemporanea, quale ‘testo’ che lascia intravedere il religioso e la dimensione spirituale anche attraverso la precarietà esistenziale dell’uomo. Si vuole infine favorire l’uso di metodologie attive attraverso la lettura dei simboli e l’interpretazione del linguaggio dell’arte che rendano lo studente protagonista e co-costruttore del proprio apprendimento, al fine di arricchire le sue competenze maturate in contesti di saperi nuovi determinati dai media digitali”.

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