Abusi: card. Filoni, “è un crimine personale, non della società o della Chiesa”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“L’abuso è un crimine personale, non della società o della Chiesa. Purtroppo coinvolge anche l’istituzione in cui si trova, sia essa civile o religiosa”. Lo ha detto il card. Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa di presentazione del Mese missionario straordinario che si celebrerà nell’ottobre 2019, indetto dal Papa in occasione del centenario della promulgazione della Lettera Apostolica “Maximum illud “di Benedetto XV, con una Lettera inviata al prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli domenica 22 ottobre 2017. “Se prendiamo la dottrina della Chiesa, non c’è niente a favore dell’abuso”, ha fatto notare il cardinale: “Anzi, l’abuso è la contraddizione, perché si prende un certo status, in questo caso clericale, e si abusa del ruolo. L’abuso non sfigura la Chiesa, che rimane quella che è”. “La questione della pedofilia non riguarda la Chiesa in quanto istituzione, ma le persone che attraverso l’istituzione fanno quel che fanno. È giusto che chi ha la responsabilità su queste persone intervenga, ma non appartiene alla natura della Chiesa”. Illustrando l’attività dei missionari nel mondo, Filoni ha sottolineato “quanto bene si fa all’infanzia, grazie alla dedizione di preti e soprattutto delle suore, che sono madri e maestre di questi bambini che altrimenti non avrebbero nessuno che si prenda cura di loro. L’infanzia è curata, è amata: la Pontificia opera dell’infanzia missionaria fin dall’inizio ha capito che si tratta di un campo fondamentale. Questa è la Chiesa”. A testimoniarlo, partendo dalla propria esperienza sul campo, è stata anche suor Roberta Tremarelli, segretario generale della Pontificia opera dell’infanzia missionaria: “Il fondatore – ha raccontato – è partito dalla questione dei bambini cinesi che morivano senza essere battezzati, e da lì si sono poi sviluppati anche l’aiuto e la carità. Oggi tutti i bambini del mondo che collaborano con noi si dedicano ad altri bambini, ricordandoli nella preghiera e anche attraverso un aiuto concreto”. Interrogato sulla presenza o meno di “proselitismo”, piaga a più riprese stigmatizzata da Papa Francesco, nel mondo missionario, Filoni ha fatto notare che Bergoglio, quando sulla scorta di Benedetto XVI afferma che “la Chiesa cresce per attrazione e non per proselitismo”, “non si rivolge soltanto alla Chiesa cattolica”. Il riferimento del porporato è alla “questione del deterioramento neo-pentecostale e delle sette, che non sono Chiesa cattolica ma alla radice hanno un riferimento al cristianesimo”: si tratta di una questione, ha commentato Filoni, “centralissima per l’esistenza dei nostri cattolici nel mondo”. “Quando il Papa mette in guardia dal proselitismo – ha spiegato il porporato – non dice di non convertire, di non battezzare, di non aggregare alla Chiesa cattolica”. “Se diciamo che la Chiesa è missionaria per natura, allora tutti i battezzati sono missionari”, ha aggiunto mons. Giampietro Dal Toso, presidente delle Pontificie opere missionarie (Pom) e segretario aggiunto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli.

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