Diocesi: p. Moscone (arcivescovo eletto Manfredonia), “la nomina non è premio o merito, resto l’amico e il familiare di sempre”

“Continuo a essere l’amico e il familiare di sempre”. Lo scrive padre Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo in una lettera diffusa oggi. “Il Signore mi ha chiamato per tre volte chiedendomi di fidarmi di Lui e di cominciare sempre da capo: la prima ad essere laico col Battesimo, la seconda alla vita consacrata, e ora con l’episcopato ad entrare nella successione apostolica”. Il vescovo eletto si dice consapevole che “non si dà la terza chiamata come premio o merito, ma per confermare e servire le prime due”. Quindi, il suo messaggio: “Resto con tutti voi miei fratelli nel Battesimo laico, continuo con i miei fratelli della Congregazione Somasca ad essere religioso-sacerdote e solo così posso, con trepidazione ed umiltà, accogliere la ‘pienezza del sacerdozio’ come ministero di servizio a tutti”. “Anche se dovrò abbandonare fisicamente le mie origini familiari e la casa religiosa , non ne perdo la comunione – aggiunge padre Moscone -. In spirito, anima e cuore sono e resto figlio della Chiesa che è in Alba e religioso Somasco per sempre”. Infine, due rischieste: “evitate di chiamarmi monsignore o eccellenza o con termini simili. Desidererei continuare ad essere chiamato padre” e a non ricevere regali ma ad “aderire alla colletta che i miei confratelli dell’India hanno aperto il 1° settembre scorso a favore della popolazione del Kerala colpita da una pesantissima alluvione”. “Aiutando a ricostruire la casa di chi l’ha persa, collaboriamo a edificare l’edificio più importante che è la Chiesa di Cristo”.

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