Conferenza animatori RnS: mons. Fanelli (Melfi), “rendere le nostre comunità case e scuole di preghiera”

(Pesaro) “La radice di ogni autentico e fruttuoso impegno missionario è rappresentata dall’intimità con il cuore di Cristo: solo l’incontro con Gesù, infatti, trasfigura l’esistenza umana fino al suo centro più profondo. In questo modo, lo stile del Signore diventa anche lo stile del suo discepolo”. Lo ha affermato mons. Ciro Fanelli, vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, nell’omelia della Messa che ha presieduto al termine della terza giornata della 42ª Conferenza nazionale per gli animatori e i responsabili dei Gruppi e delle Comunità del Rinnovamento nello Spirito, a Pesaro. Facendo poi riferimento alle letture bibliche, mons. Fanelli ha poi chiarito che “sono la relazione profonda con Gesù e l’umiltà le condizioni essenziali per una vita santa e per un annuncio credibile del Vangelo”. Questa è la via indicata per “costruire la civiltà dell’amore e per sconfiggere il duplice male dell’indifferenza e dell’autoreferenzialità, che bloccano la testimonianza di fede”. Richiamando l’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”, il vescovo ha ricordato le parole di Papa Francesco: “Nella misura in cui ci lasceremo affascinare dalla bellezza dell’amore di Gesù Cristo, saremo anche capaci di essere gioiosi discepoli e missionari del Vangelo, pronti a evangelizzare non per proselitismo ma per attrazione”. Infine, citando Charles de Foucauld, don Tonino Bello e sant’Ignazio di Loyola, il presule ha concluso esprimendo “un sogno della Chiesa”, che “spiega il nostro essere qui e che deve ricondurci a una conversione missionaria capace di rendere le nostre comunità case e scuole di preghiera”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa