Terra dei fuochi: mons. D’Alise (Caserta), “la Chiesa non può stare zitta sulle calamità”

“L’idea di una giornata di digiuno e preghiera è nata perché è importante che la Chiesa non stia zitta sulle calamità che accadono alla nostra gente. Le persone devono riflettere sulla bontà della Creazione che però può rivoltarsi contro di noi”: lo dice mons. Giovanni D’Alise, vescovo di Caserta, in un articolo del Sir dedicato alla Giornata di digiuno e di preghiera, indetta oggi dai vescovi di Caserta, Acerra, Aversa e Nola, per i “gravissimi incendi che ci sono stati in questi ultimi mesi proprio nei luoghi che erano stati adibiti alla raccolta, allo stoccaggio e, in qualche modo, già al trattamento dei rifiuti”. “Questi ultimi incendi ci hanno fatto preoccupare, molto – ammette -. Sono andati a bruciare i rifiuti non di nascosto, ma nei luoghi, protetti, dove sono accumulati per il riciclo o la distruzione. Le quattro diocesi che sono il cuore di questo problema e che hanno assistito anche, nel passato, alla scoperta di cumuli di rifiuti tossici nascosti sotto terra si sono, dunque, poste il problema di come affrontare la questione, come informare i nostri fedeli”. “Noi vescovi di queste quattro diocesi – prosegue – siamo e dobbiamo essere in qualche modo anche delle sentinelle del territorio che ci è stato assegnato dal Signore e lo facciamo con i nostri mezzi: la preghiera, il digiuno, l’impegno a invocare l’intervento del Signore. Il Signore può darci questo spiraglio per aiutare anche le nostre Istituzioni”. Mons. D’Alise evidenzia: “Ci fanno soffrire il moltiplicarsi dei tumori, le difficoltà delle persone. Un vescovo non può solo pregare ma deve anche far venire fuori le situazioni e sollecitare perché vengano affrontate, dando anche una mano se possibile”. Nei mesi scorsi, ricorda, “in un incontro regionale ad Acerra con le Istituzioni abbiamo già offerto il nostro aiuto, suggerito interventi, ma non abbiamo avuto risposte. L’incontro del Governo tenutosi a Caserta è stato un incontro positivo, pieno di buone intenzioni, ma aspettiamo che ci siano le risposte concrete per le persone. Non vorremmo che sia stato solo per propaganda”.

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