Primo Mazzolari: don Bignami (Fondazione), “oltre la teoria della guerra giusta” interpreta “la fraternità come senso del vivere umano”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Don Primo Mazzolari è figlio del suo tempo. Anche per quanto riguarda la riflessione sulla pace, ha risentito degli insegnamenti della Chiesa prima del Concilio Vaticano II. Gli studi compiuti nel seminario di Cremona lo hanno inserito nel solco della tradizione teologica che ragionava servendosi della teoria della ‘guerra giusta’”; “l’idea di fondo era quella di limitare il più possibile il ricorso alla guerra come strumento di soluzione delle controversie. Don Mazzolari ha appreso quel principio, ma l’ha trovato insufficiente alle esigenze del messaggio evangelico. Si trova così a rivedere gradualmente le proprie posizioni che da interventiste, alla vigilia della Grande Guerra, si fanno sempre più radicali di opposizione al conflitto. Scriverà nel 1955 a proposito delle sue posizioni resistenziali: ‘Non avrei potuto fare diversamente con davanti il Vangelo e l’esperienza della guerra’”. Lo ha affermato don Bruno Bignami, sacerdote della diocesi di Cremona, postulatore della causa di beatificazione di Mazzolari e presidente della Fondazione Don Primo Mazzolari di Bozzolo, al convegno in corso all’Unesco sulla figura del prete pacifista. Bignami si è chiesto quali siano “i punti cardine della riflessione di Mazzolari” sul tema guerra/pace. “Possiamo trovare nel suo percorso tre conversioni che lo hanno condotto al pacifismo: la fraternità come senso del vivere umano, il dialogo come forma di condivisione della vita e il modello di umanità come esperienza di credibilità”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo