This content is available in English

Primo Mazzolari: card. Parolin all’Unesco, “ha compreso che tra Vangelo e violenza la distanza è abissale”

“Riflettere su come il pensiero e l’azione di questo sacerdote”, don Primo Mazzolari, “può aiutarci tutti a vivere il nostro tempo con coraggio e aiutare a costruire ciò che Papa Francesco chiama la civiltà dell’amore” è, nelle parole del Segretario di Stato card. Pietro Parolin, l’obiettivo del congresso internazionale su “il messaggio e l’azione per la pace di don Primo Mazzolari” in corso oggi a Parigi presso l’Unesco. Il cardinale, aprendo i lavori, ha ripercorso la vita di questo sacerdote che, avendo “affrontato il dramma della guerra” prima come soldato semplice poi come cappellano militare, ha maturato “convinzioni che lo condurranno a diventare un costruttore di pace del XX secolo”. È la “dura realtà della guerra” che “lo aiuta a comprendere che tra il Vangelo e la violenza la distanza è abissale”. Dagli anni dei regimi totalitari in cui Mazzolari “ha avuto il coraggio di opporsi con forza a tutte le forme di ingiustizia e razzismo”, al sostegno alla Resistenza “come esercizio di una coscienza che voleva preservare l’umanità dall’incubo della violenza”; dalle indicazioni nel periodo della seconda guerra mondiale sul discernimento del “bene e vero” in una “realtà che non è mai limpida”, all’impegno per l’educazione della coscienza (“il mito del dovere come esattamente opposto al primato della coscienza morale”) o la convinzione della necessità di una istituzione sovranazionale come garante di pace, sono tra i passaggi della vita di don Primo messi in luce dal Segretario di Stato vaticano.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo