Parlamento Ue: Schengen, nuove regole per controlli alle frontiere. Sul Global Compact l’intervento della Mogherini

L’eurodeputata slovena Tanja Fajon

(Bruxelles) “Schengen è una delle maggiori conquiste dell’Ue che, tuttavia, è stata messa in pericolo a causa dei controlli illegali in corso da oltre tre anni alle frontiere interne, da parte di sei Stati membri”. L’eurodeputata slovena Tanja Fajon è la relatrice del provvedimento votato oggi dal Parlamento europeo secondo il quale i controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen “dovrebbero essere limitati a un periodo massimo di un anno invece degli attuali due”. Nella posizione votata oggi (grazie alla quale possono prendere avvio i negoziati con il Consiglio) si stabilisce che: il periodo iniziale per i controlli alle frontiere dovrebbe essere limitato a due mesi, invece dell’attuale periodo di sei mesi; i controlli alle frontiere non potranno essere prolungati oltre un anno.
Oggi al Parlamento si è svolto anche un dibattito sul Global Compact. In aula Federica Mogherini, Alto rappresentante, ha parlato di “falsi miti da sfatare”. Il Global Compact Onu “non è un quadro giuridicamente vincolante e non creerà alcun obbligo giuridico per gli Stati; è una delle azioni di politica, è un quadro da cui gli Stati possono trarre spunto per attuare le loro politiche nazionali”. Mogherini ha specificato: “Il commissario Stylianides ha affermato che dispiace la decisione di alcuni Stati membri di non appoggiare il Global Compact. Noi riteniamo infatti che gli interessi di tutti Stati membri siano serviti meglio con il sostegno a questo quadro che sarà la base per la cooperazione ed il dialogo internazionale”.

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