Droghe e dipendenze: padre Olivero (cura villero Buenos Aires),“nella Chiesa serve uno sguardo inclusivo”

Inizia oggi in Vaticano la Conferenza internazionale promossa e organizzata dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale in Vaticano, dal 29 novembre al 1° dicembre, sul tema: “Droghe e dipendenze: un ostacolo allo sviluppo umano integrale”. A portare il proprio contributo non solo specialisti, ma anche operatori pastorali e sacerdoti impegnati in prima linea nella lotta alle dipendenze. Come padre Carlos “Charly” Olivero, sacerdote argentino di frontiera che opera nella più vasta villa di Buenos Aires, la 21-24-Navaleta. “Quello che porteremo alla Conferenza è uno sguardo nei confronti del problema delle dipendenze che non è quello dell’esperto, ma di chi opera dentro la comunità, cercando di dare risposte includendo ogni fratello nella comunità”. Uno sguardo inclusivo, dunque, perché “la nostra esperienza ci dice che le comunità sono chiamate ad avvicinarsi a ogni persona bisognosa, ad aprirsi a chi soffre. È un processo prima di tutto ecclesiale, le comunità non devono essere autoreferenziali e chiuse in se stesse”. Padre Charly lancia, però, un allarme sulla situazione che si vive a Buenos Aires, nei quartieri periferici e nelle villas, dove è in aumento il consumo di droga: “Diminuisce la presa di coscienza del rischio che si corre, si assiste a un banalizzazione del consumo, in un contesto difficile e complesso. La situazione è dovuta a vari fattori, per esempio alla disgregazione della famiglia, che provoca il fatto che tanti ragazzi di fatto vivono in strada”. E poi il narcotraffico: “È sempre più presente nel Paese – afferma il sacerdote – e così gira molta droga, tutti sanno dove si trova e dove si compra”.

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