Decreto sicurezza: p. Zerai (Habeshia), “si rischia che passi l’idea che il diritto dei più deboli è calpestabile”

“I fatti di questi ultimi mesi e l’annunciato decreto sicurezza rischiano di far passare nel opinione pubblica l’idea che il diritto dei più deboli è calpestabile, che non vale nulla, perciò un diritto debole”. Lo scrive padre Mussie Zerai, presidente dell’Agenzia Habeshia, in un appello rivolto al Governo italiano, all’Unione europea e ai parlamentari di tutti i gruppi politici presenti a Roma e a Bruxelles, in riferimento agli ultimi provvedimenti previsti dal Governo, “a partire dal capitolo immigrazione del decreto sicurezza”. “Peggioreranno ulteriormente la situazione: per i rifugiati, ma anche per la vita delle città, grandi e piccole, che ospitano una qualche struttura che si occupa dei migranti”. “Quello che emerge, infatti, è la volontà non di migliorare ma di restringere al massimo l’accoglienza e, di contro, moltiplicare la politica di chiusura e respingimento”. Indicando “diverse cose che preoccupano”, in particolare il sacerdote eritreo indica: la soppressione del sistema Sprar, l’abolizione della “tutela umanitari”, ovvero, l’abolizione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari e il taglio della “retta” assegnata ai Cas e alle strutture di accoglienza per ciascuno degli ospiti. Alla luce di ciò, l’Agenzia Habeshia chiede di “cessare gli sgomberi forzati senza aver previsto una sistemazione alternativa per tutti gli ospiti evacuati, sospendere il capitolo immigrazione del decreto sicurezza e impostare di contro una riforma radicale del sistema, basata sull’accoglienza diffusa propria dello Sprar e aprire canali legali di immigrazione gestiti direttamente dallo Stato”.

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