Chiese dismesse: p. da Silva Gonçalves (rettore Gregoriana), “Dio è ancora presente. Creare condizioni che lo rendano riconoscibile”

“Dio abita qui perché è veramente presente nella sofferenza di una comunità cristiana che si vede costretta a chiudere al culto una chiesa”; è “veramente presente in una comunità cristiana che accetta la sua debolezza e, allo stesso tempo, senza lasciarsi sconfiggere o deprimere, cerca con creatività forme nuove per manifestare la propria fede e per rendere ragione della speranza che la abita”. Ad affermarlo è p. Nuno da Silva Gonçalves, rettore della Pontificia Università Gregoriana, che nel saluto al convegno che si apre oggi presso l’Ateneo si lascia provocare dall’interrogativo posto dal titolo dell’appuntamento: “Dio non abita più qui? Dismissione di luoghi di culto e gestione integrata dei beni culturali ecclesiastici / Doesn’t God dwell here anymore? Decommissioning places of worship and integrated management of ecclesiastical cultural heritage”. Il convegno, promosso oggi e domani dal Pontificio Consiglio della cultura – Dipartimento per i Beni culturali, dall’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza episcopale italiana, e dalla Pontificia Università Gregoriana – Dipartimento dei beni culturali della Chiesa, vede la presenza di oltre 250 partecipanti e di relatori da ben 36 Paesi, nonché di delegati di 23 Conferenze episcopali. “Nonostante tutto – riprende da Silva Gonçalves – Dio abita ancora nelle chiese che non sono più adibite al culto”, ma “in un altro modo che non è più la presenza che si manifesta attraverso la liturgia e la celebrazione dei sacramenti”. Il compito è allora “far vedere questo altro modo, sicuramente più discreto e silenzioso, in cui Dio si fa presente”; la sfida è creare condizioni che lo rendano “riconoscibile” nella sua “apparente assenza, nelle chiese che chiamiamo dismesse o sconsacrate”. Il convegno, conclude il rettore, oltra alla condivisione di esperienze di riutilizzo di chiese dismesse per fini ecclesiali, si propone di contribuire alla formulazione di linee guida per una gestione integrata dei beni culturali della Chiesa e di una loro valorizzazione come parte integrante della pastorale.

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