Aids: Medici con l’Africa Cuamm, “non abbassare la guardia, in Africa ancora molto da fare per garantire un futuro e terapie certe”

Sabato prossimo, 1° dicembre, si celebra la Giornata mondiale contro l’Aids. Dal 1988, anno della prima giornata di sensibilizzazione contro l’Aids, molto è cambiato, ma la lotta contro l’Hiv/Aids resta ancora una priorità, soprattutto in Africa. Lo ricorda l’associazione Medici con l’Africa Cuamm, impegnata nella lotta contro l’Hiv/Aids in Africa dal 1985 quando a Tosamaganga, Tanzania, ha presentato per la prima volta la prima ricerca su casi di sindrome da immunodeficienza acquisita registrati presso ospedale di Bukoba, nella regione del Kagera, in Tanzania.
Solo nell’ultimo anno in Angola, Etiopia, Mozambico, Tanzania, Uganda, Sud Sudan e Sierra Leone sono state sottoposte al test oltre 103.400 persone, di questi 3.200 sono stati nuovi pazienti messi in terapia, per un totale di 15.750 pazienti assistiti con i farmaci: +28,9% rispetto all’anno precedente. “La maggiore difficoltà – spiega il direttore, don Dante Carraro – resta però convincere le persone sieropositive a cominciare e proseguire le cure senza interruzioni, soprattutto nei villaggi più isolati, dove il virus arriva, ma spesso i centri di salute sono lontani da raggiungere a piedi. Lo stigma sociale e le discriminazioni per i sieropositivi sono ancora alti”. Medici con l’Africa Cuamm parteciperà sabato agli eventi di sensibilizzazione in programma in tutta l’Africa. Particolare attenzione sarà rivolta ad informare gli adolescenti, tra i quali il 9,8% delle ragazze tra i 15 e i 19 anni e il 3,2% dei ragazzi hanno l’Hiv.

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