Pena di morte: Bonafede (min. Giustizia), “a testa alta l’Italia dice al mondo che la giusta direzione è quella dell’abolizione”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Una sconfitta per lo Stato”. Così Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, ha definito la pena di morte sottolineando che essa rappresenta “un momento di resa totale dello Stato rispetto alla funzione rieducativa”. Ma anche “un modo indegno con cui lo Stato scarica la propria responsabilità sull’individuo che deve pagare se ha sbagliato” mentre il suo compito dovrebbe essere quello “di prendere per mano e accompagnare i colpevoli in un percorso di recupero e riscatto” e “di riconsegnare alla società un individuo migliore di quello che il sistema carcerario ha accolto”. Inoltre, “infliggendo la pena capitale, lo Stato si autopreclude la possibilità di rivalutare e eventualmente modificare le sentenze, che è il compito di ogni Paese civile”, ha affermato Bonafede intervenendo all’Incontro internazionale “Un mondo senza pena di morte”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio.
Secondo il ministro della Giustizia, “l’idea di giustizia non si limita alle leggi che scriviamo ma passa anche attraverso i valori che dobbiamo coltivare pure fuori dai confini nazionali”. “Forte della sua tradizione giuridica, l’Italia – ha scandito Bonafede – dice a testa alta, al mondo, che la giusta direzione è quella dell’abolizione della pena di morte”.

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