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Parlamento Ue: in plenaria Schengen e controlli alle frontiere. Dibattito sul futuro d’Europa con il premier danese Rasmussen

(Bruxelles) Si apre a Bruxelles la sessione plenaria del Parlamento europeo (28-29 novembre) che all’ordine del giorno reca un confronto tra gli eurodeputati e il primo ministro danese Lars Løkke Rasmussen sul futuro dell’Europa. Al dibattito prende parte il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis. Fra i temi che vengono affrontati figurano nuovi limiti temporali e condizioni per l’introduzione di controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen (voto giovedì). Il Codice frontiere Schengen consente agli Stati membri di effettuare controlli temporanei alle frontiere interne dello spazio Schengen in caso di grave minaccia per l’ordine pubblico o per la sicurezza interna, chiarisce una nota. Il voto (procedura legislativa ordinaria) definirà la posizione del Parlamento per negoziare con i ministri Ue (Consiglio) su: limite di tempo per il periodo iniziale dei controlli alle frontiere; limite massimo di durata totale dei controlli alle frontiere; garanzie necessarie per le proroghe. Occorre considerare che Austria, Germania, Danimarca, Danimarca, Svezia e Norvegia hanno attualmente controlli alle frontiere interne a causa delle “circostanze eccezionali legate alla crisi migratoria” iniziata nel 2015. Inoltre, la Francia dispone di controlli alle frontiere “a causa di una persistente minaccia terroristica”. Oggi pomeriggio i deputati discuteranno inoltre con la Commissione europea la strategia Ue di emissioni zero entro il 2050, pubblicata oggi dall’esecutivo, in vista della conferenza di Katowice (Cop24) sul cambiamento climatico.

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