Leaders for peace: Rachel (israeliana) e Christine (palestinese), “il concetto di nemico è un inganno planetario”

“Il concetto di nemico è un inganno planetario, che, pur nelle diverse culture, s’insedia nella vita delle persone togliendo la fiducia nelle relazioni” affermano Rachel, giovane israeliana di Tel Aviv, e Christine, coetanea palestinese di Betlemme, leggendo oggi in Vaticano l’appello al centro della campagna “Leaders for Peace”, presentato lo scorso 11 ottobre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e che il prossimo 3 dicembre sarà presentato a Papa Francesco, dopo l’incontro del Pontefice con Abu Mazen. Le due giovani amiche, che stanno condividendo l’esperienza  dell’associazione Rondine Cittadella di Pace, promotrice dell’incontro odierno con il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, non hanno dubbi: “Occorrono leader globali, leader di pace formati con metodo nuovo e capaci di influenzare subito le società e il nostro pianeta, per orientare il cambiamento e il salto in una nuova era”. Il prossimo 10 dicembre il documento sarà presentato anche agli Stati membri Onu, al Palazzo di Vetro di New York, in occasione del 70° della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Di qui la triplice richiesta ai governi: “Formare nuovi leader globali di pace, in grado di intervenire nei principali contesti di conflitti armati del mondo per promuovere lo sviluppo di relazioni sociali, economiche e politiche pacificate; estendere a tutti gli Stati l’insegnamento e l’educazione ai diritti umani nei sistemi d’istruzione nazionali, integrandoli con le sperimentazioni del Metodo Rondine sulla trasformazione creativa dei conflitti; donare borse di studio per la formazione di nuovi leader globali spostando una cifra simbolica dal bilancio della Difesa degli Stati”.

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