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Grecia: mons. Rossolatos (presidente vescovi), “siamo diventati di nuovo una Chiesa povera e di missione”. Richiesta di solidarietà a Chiese d’Europa

“In Europa sentiamo che parecchi vescovi non sanno cosa fare delle chiese secolari, perché sono vuote e non possono mantenerle, e così le sconsacrano e le vendono. Noi invece abbiamo bisogno urgente di costruire chiese o affittare locali come luoghi di culto per la pastorale degli immigrati, e non abbiamo soldi. Siamo una Chiesa abbandonata a se stessa. E quando chiediamo aiuto, spesso ci rispondono che finanziano progetti sociali, ma non la pastorale e non per costruire chiese, e che non possono aiutarci perché siamo un Paese dell’Unione europea”. È l’appello lanciato dall’arcivescovo di Atene e presidente dei vescovi cattolici greci, mons. Sebastianos Rossolatos, in una lettera giunta oggi al Sir: “Siamo diventati di nuovo una Chiesa di missione, una Chiesa povera. Noi siamo solidali verso i fratelli immigrati. Quale Chiesa però dell’Europa sarà solidale con noi in questa situazione di indigenza economica delle nostre diocesi e della Conferenza episcopale?”. Mons. Rossolatos ricorda che il numero di fedeli della Chiesa cattolica in Grecia è aumentato del 400% in 30 anni “non dai profughi dal 2015 in poi, quasi tutti musulmani che vivono nei campi appositi, ma dagli immigrati, incominciando dal 1985. Da 50mila cattolici, quasi tutti greci, siamo arrivati a più di 200mila”. Noi, prosegue, “ci siamo subito interessati per la cura pastorale di questi fratelli. Le Conferenze episcopali però dei Paesi da dove arrivava il più degli immigrati, non potevano mandarci sacerdoti per la pastorale di questi ultimi, che all’inizio non parlavano il greco. Questo impegno lo abbiamo assunto noi in Grecia, in mezzo a una crisi di vocazioni sacerdotali, come nel resto dell’ Europa. Sacerdoti, finalmente, li abbiamo ricevuti piano piano, sopratutto dalla Polonia”.

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