Educazione. Giannini (Unesco): “Infrastruttura fondamentale per uno sviluppo sostenibile”

“Costruire ponti non muri. Il sottotitolo di questo nuovo rapporto dice molto chiaramente come l’Unesco la pensi: la centralità della persona, il lavoro per una società più inclusiva, più equa. In questo l’educazione gioca un ruolo fondamentale”. Stefania Giannini, già ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, da quattro mesi è assistente del direttore generale per l’educazione dell’Unesco e, in questa nuova veste, è intervenuta questo pomeriggio all’Università Cattolica di Milano per presentare il Rapporto mondiale di monitoraggio dell’educazione 2019 dal titolo “Migrazioni, spostamenti forzati e educazione: costruire ponti, non muri” promosso proprio dall’Agenzia delle Nazioni Unite. “Queste cifre rappresentano dati importanti – ha proseguito Giannini – perché sono per noi la base per costruire una strategia che affronti il tema dei 4 milioni di bambini rifugiati nel mondo, degli 11 milioni di bambini migranti e il loro accesso all’istruzione, perché l’educazione è l’infrastruttura fondamentale per uno sviluppo sostenibile”. Tra le priorità indicate da Giannini, l’accesso all’istruzione, per “assicurare che a nessun bambino venga negato l’accesso alla scuola perché senza documenti”, la formazione degli insegnanti, “che devono essere preparati e accompagnati verso una didattica interculturale” e lo studio della lingua “che può rappresentare il principale ostacolo all’integrazione”. Impegni da perseguire per centrare gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile che pone “l’educazione per tutti” come obiettivo prioritario.

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