Decreto sicurezza: Uncem, “Comuni che accolgono preoccupati per i destini delle persone meno fortunate”

“Uncem si unisce ad Anci nelle preoccupazioni espresse sul dl sicurezza. Il rischio è la soppressione del sistema di accoglienza diffusa dei migranti richiedenti asilo nei Comuni, attuato sinora con progetti che hanno riguardato anche congiuntamente i cittadini italiani. Verrebbero meno anche molte attività in corso in tanti centri montani delle Alpi e degli Appennini”. Così l’Unione nazionale Comuni comunità ed enti montani (Uncem) in una nota. “Il tema – si osserva – è molto complesso e moltissimi sindaci italiani l’hanno sempre affrontato con pragmatismo e impegno, dedizione e dialogo. Ancora una volta i Comuni sono pezzi di Stato che hanno voluto guardare al futuro e a esserne protagonisti”. Secondo l’Uncem, “smontare lo Sprar rischia di complicare molto la situazione proprio nei Comuni più virtuosi nell’accoglienza, quelli che hanno fatto i progetti migliori coinvolgendo la comunità, i cittadini, mettendo anche insieme meno abbienti italiani”. Uncem “ha più volte evidenziato come gli stranieri abbiano salvato e salvino oggi intere filiere produttive in particolare legate all’agricoltura e all’artigianato, nelle zone alpine e appenniniche, nelle aree interne”. “Crediamo che lo Spar e altri sistemi di accoglienza e integrazione – afferma l’Uncem – non vadano distrutti. Anzi siano da migliorare, da correggere dove funzionano meno, da usare con saggezza istituzionale per i territori, da rendere inclusivi e generatori di pezzi di sviluppo sociale. A beneficio del capitale umano e dei territori stessi, quelli montani che hanno subito l’emigrazione di massa e che conoscono l’emergenza di chi se n’è andato per fame e miseria”.

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