Afghanistan: a Ginevra la conferenza ministeriale. Ashraf Ghani (presidente), “rinnovato consenso per la costituzione che è il libro delle regole”

Conferenza ministeriale sull’Afghanistan oggi al Palazzo delle Nazioni a Ginevra per “mostrare la solidarietà della comunità internazionale con il popolo e il governo afghano nel loro sforzo per la pace e la prosperità e nel loro impegno per lo sviluppo e le riforme” e per “misurare i risultati dei 15,2 miliardi di dollari impegnati dalla comunità internazionale per l’Afghanistan nel 2016”. Lungo il discorso del presidente della repubblica islamica dell’Afghanistan, Mohammad Ashraf Ghani, per mostrare come il Paese sta cambiando: “Gli uomini e le donne si stanno appropriando della costituzione dei diritti di libertà e uguaglianza, della parità, della cittadinanza”, ha detto il presidente ricordano le lunghe file degli elettori che il 28 ottobre sono andati alle urne nonostante i reali pericoli per la loro vita. C’è “rinnovato consenso per la costituzione, che è il libro delle regole”. Tra gli elementi più volte evidenziati dal presidente, il “cambio generazionale che è avvenuto: con grande speranza e ottimismo vediamo uomini e donne assumere il loro ruolo nella gestione politica sociale ed economica”, “nuovi volti che portano fresche prospettive. Nati e cresciuti nella guerra sono ora pronti a condurre il nostro Paese verso la pace”. Si tratta dell’“elemento umano delle riforme” che il Paese ha avviato sul piano tecnico e legislativo e che il presidente Ashraf Ghani ha illustrato con grande dovizia. Tra i punti principali la lotta alla corruzione alla luce della strategia elaborata nel 2015: “Siamo a metà del cammino. La corruzione non è eleminata, ma oggi le regole valgono per tutti”. Un altro elemento evidenziato il ruolo delle donne: “L’indicazione di dove va l’Afghanistan è dimostrato da come vivono le donne. La loro presenza è strategica per la sicurezza nazionale e lo sviluppo economico”. Tra le sfide da affrontare: la povertà (con il 40% della popolazione sotto la soglia di sussistenza); l’istruzione delle donne e l’analfabetismo in generale, la mortalità infantile, attraverso un “modello inclusivo di sviluppo”. E poi la sfida della pace: “Dopo mesi di consultazioni abbiamo una road map verso processo di pace e un accordo”

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