Unicef: 1 bambino su 4 in aree urbane ha maggiori probabilità di morire prima dei 5 anni rispetto a un bambino più povero in aree rurali

Non tutti i bambini che vivono nelle città traggono beneficio dal cosiddetto “vantaggio di vivere in città”, ossia l’idea per cui stipendi maggiori, infrastrutture migliori e prossimità ai servizi garantiscano alle persone che vivono in città vite migliori. “Un bambino su quattro che vive in aree urbane ha più probabilità di morire prima dei 5 anni rispetto a un bimbo più povero che vive in aree rurali”. La denuncia arriva dall’Unicef, che pubblica oggi il rapporto “Advantage or Paradox: The Challenge for children and young people growing up urban” (“Vantaggio o paradosso: le sfide dei bambini e dei giovani che crescono in aree urbane”). Non solo. I bambini più poveri che vivono in aree urbane in 1 paese su 6 hanno minori probabilità di completare la scuola primaria rispetto ai loro coetanei nelle aree rurali. Lo studio dell’Unicef evidenzia come le disuguaglianze, l’esclusione e le sfide per il benessere, come rischi ambientali e per la salute, nelle città, possono sfociare insieme in un “paradosso urbano” in cui molti residenti nelle città – fra cui bambini – subiscano e soffrano maggiori privazioni gravi rispetto ai loro coetanei che vivono in aree rurali. “Per i genitori che vivono in aree rurali, a prima vista, le ragioni per migrare verso le città sembrano ovvie: maggiore accesso al lavoro, all’assistenza sanitaria e a opportunità formative per i loro bambini – spiega Laurence Chandy, direttore dell’Unicef per i dati, ricerca e politiche -. Ma non tutti i bambini che vivono in città ne stanno beneficiando in maniera eguale; abbiamo prove di milioni di bambini nelle aree urbane che vivono in condizioni peggiori rispetto ai loro coetanei nelle aree rurali”. Il rapporto analizza 10 indicatori per il benessere dei bambini in 77 Paesi principalmente a medio e basso reddito. Conferma che nella maggior parte dei Paesi, in media, i bambini nelle aree urbane vivono meglio rispetto a quelli delle aree rurali. Ma queste medie nascondono profonde disuguaglianze nelle zone urbane. Inoltre, quando i bambini dalle famiglie urbane e rurali con livelli simili di benessere vengono comparati, il “vantaggio di vivere in città” non è più evidente. “I bambini dovrebbero essere centrali nella pianificazione urbana – aggiunge Chandy -, ma in molte città vengono dimenticati, con milioni di bambini tagliati fuori dai servizi sociali negli slum e negli insediamenti informali, ed esposti a rischi ambientali e per la salute a causa del sovraffollamento. Attuare delle soluzioni per lo sviluppo e la pianificazione urbana è fondamentale per fermare queste disparità sociali ed economiche”.

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