Siria: card. Sandri, “i nostri fratelli abbandonati tra l’indifferenza dei grandi delle nazioni”

foto SIR/Marco Calvarese

“Il tunnel della mancanza di fede, o quantomeno della sua incompiutezza, sta per affacciarsi sulla luce, tuttavia dobbiamo essere coscienti e farci carico del buio della notte dell’uomo, come sono chiamati a fare i frati della Comunità che qui vivono e pregano”. Lo ha detto il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, nell’omelia della messa che ha celebrato ieri presso l’Edicola del Santo Sepolcro, a Gerusalemme, in occasione del pellegrinaggio in Terra Santa. Riferendosi alla “notte di coloro che vagano ancora nelle tenebre, e inciampano e cadono”, il porporato ha incoraggiato a “essere capaci di stare presso questo luogo consapevoli della dura realtà della notte dell’uomo di ogni tempo”. “La notte dell’uomo – ha aggiunto – sono le tenebre della lontananza da Dio e dai fratelli, del peccato che ci avvilisce e sfigura, quelle di chi si traveste col suo mantello di ipocrisia, la solitudine dei poveri e dei sofferenti, le vittime delle guerre e della violenza”. Rivolgendo un “particolare pensiero ai fratelli e sorelle della Siria”, il card. Sandri ha evidenziato “il loro essere abbandonati tra l’indifferenza dei grandi delle nazioni” e “la sensazione di impotenza per quello che non si riesce mai a fare: la pace”. “Le tenebre però, sono anche quelle del nostro quotidiano, quando semplicemente continuiamo a correre e affaccendarci quasi dimentichi di chi siamo e del perché lo facciamo”. Dal cardinale l’incoraggiamento a “essere come le scintille nelle stoppie di cui parla il libro della Sapienza, portatori del fuoco pasquale capace di riaccendere nel mondo la speranza”. Perché “la tomba vuota ci provoca a uscire dal buio delle nostre notti interiori”.

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