Sanità cattolica: Degani (avvocato), “non è ancora tempo di decidere”. Corbella (commercialista), da “svantaggio” a “interesse generale”

“Non è ancora il tempo di decidere, in questi giorni si sta discutendo la legge di bilancio e il collegato fiscale. Questa normativa necessita ancora di alcuni passaggi”. Lo ha detto l’avvocato Luca Degani, intervenuto all’incontro sulla riforma del Terzo settore che si è tenuto oggi a Roma, nell’ambito dell’Assemblea generale d’autunno dell’Aris (Associazione religiosa istituti sociosanitari). “La normativa di carattere fiscale (decreti legislativi 112 e 117) – ha spiegato – entrerà in vigore successivamente al parere dell’Unione europea all’entrata in vigore del Registro unico del Terzo settore (verosimilmente nella seconda metà del 2019), dopo la sottoscrizione dell’accordo tra ministero del Lavoro e Unioncamere. Quindi avrà efficacia, bene che vada, dal 1° gennaio 2020”. Il commercialista Luigi Corbella ha sottolineato che la riforma precedente (attuata tra il 1997 e il 1999) assoggettava la disciplina di vantaggio fiscale a determinati requisiti statutari, all’assenza di finalità di lucro ma, soprattutto, “vincolava le attività alle persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali, familiari”. Con il Codice del terzo settore è invece rilevante “lo svolgimento di attività di interesse generale” con “finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale”. “L’ambito di azione potenziale diviene più ampio” perché non è più lo “svantaggio” a fare da “spartiacque”. Di qui l’importanza della rendicontazione d’esito  e di missione. Per le strutture sanitarie, conclude, non ha senso “continuare a focalizzarsi sulle prestazioni erogate senza guardare anche ai risultati ottenuti”.

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