Ricerca e innovazione: Tajani (Parlamento Ue), come Europa “dobbiamo restare competitivi”, “investendo di più anche a livello nazionale”

“Se vogliamo rafforzare la nostra base industriale e offrire lavori ad alto valore aggiunto, al passo con i grandi cambiamenti in atto, dobbiamo puntare in maniera decisa sull’innovazione” e “diventare il più grande e attrattivo spazio di ricerca al mondo”. È un passaggio del discorso del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani che ha accolto oggi pomeriggio nell’emiciclo di Bruxelles mille fra cittadini, ricercatori, scienziati, legislatori e imprenditori per la conferenza di alto livello “Ricerca e innovazione dell’Ue nella nostra vita quotidiana”. “Creare, innovare, sviluppare tecnologie, è nel nostro dna” ha motivato il presidente che partendo da Ulisse ha raccontato come l’Europa sia diventata “il centro di tutte le rivoluzioni tecnologiche e industriali”. Sono oltre 200 i miliardi di euro che l’Ue ha investito dal 1984 nella ricerca e innovazione e che hanno prodotto molteplici effetti: competitività, export, capacità d’innovare, sviluppo di nuove tecnologie, milioni di nuovi posti di lavoro, una rete di ricercatori, università e centri di ricerca di assoluta eccellenza, con benefici in tutti i settori, ben oltre i confini dell’Ue. Sono apparsi però “nuovi concorrenti”, come la Cina, “che ormai ha eguagliato l’intera Unione per investimenti in ricerca e sviluppo”. L’Asia “è diventata la prima area continentale per ricerca e sviluppo a scapito dell’Europa e del Nord America”, mentre l’Europa è al terzo posto. Occorre quindi, così Tajani “invertire questo trend investendo di più”, per “restare competitivi”, e “migliorare le nostre performance nelle tecnologie digitali o le biotecnologie”. Per questo il Parlamento ha chiesto di aumentare le risorse del Programma Orizzonte Europa a 120 miliardi di euro, 20 miliari in più rispetto a quelli proposti dalla Commissione. Dal presidente anche l’invito agli Stati a “fare la loro parte”, “investendo di più a livello nazionale”. È necessario però anche “tradurre questi investimenti in risultati concreti per la nostra industria e per il mercato” e avere “un mercato europeo più integrato”, di “un sistema di finanziamento dell’innovazione più efficace”.

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