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Itinerari culturali: card. Bagnasco (Ccee) al CdE, “espressione del passato capace di generare futuro”

(Strasburgo) Il patrimonio culturale europeo “è certamente espressione del passato, tuttavia di un passato che chiede di interloquire con il presente e che, soprattutto, è capace di generare il futuro”. Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), è intervenuto oggi pomeriggio a Strasburgo all’iniziativa denominata “Gli itinerari culturali del Consiglio d’Europa. Cammini di fede e di incontro”. L’evento è promosso dalla Missione permanente della Santa Sede presso il CdE e intende “marcare l’adesione della Santa Sede all’Accordo parziale allargato sugli itinerari culturali nel contesto dell’Anno europeo del patrimonio culturale, proclamato dall’Unione europea”, ha specificato il porporato. Il card. Bagnasco ha più volte citato Papa Francesco e ha preso spunto dal discorso pronunciato da Bergoglio durante la sua recente visita nei Paesi Baltici dal quale emergono “due diversi modelli di concepire il patrimonio culturale, il suo valore, le potenzialità che porta in sé. Da una parte esso può essere inteso come un oggetto. Un oggetto prezioso, sia esso un’opera architettonica, pittorica, musicale o letteraria: un oggetto che è espressione di un tempo passato, del quale ci riconosciamo eredi, che richiede di essere conservato a motivo della sua bellezza e che può diventare fonte di attrattiva estetica e di conseguenza anche turistica”.
Si tratta, però, “di una visione che coglie qualcosa di essenziale, ma che non esprime la natura profonda del patrimonio culturale. Come suggeriva Papa Francesco riferendosi all’organo della cattedrale di Riga, esso è più di un oggetto: è un testimone vivente della cultura che lo ha generato, parte della vita, della tradizione, dell’identità di una comunità e di un popolo”. Da questo punto di vista, ha aggiunto il presidente Ccee, “mi pare che lo slogan scelto per l’Anno europeo del patrimonio culturale, ‘Dove il passato incontra il futuro’, esprima felicemente questa comprensione più vasta e più ricca del patrimonio come realtà vivente”. Il patrimonio culturale “è la solidificazione di un umanesimo. Nell’esperienza dell’arte, è una visione dell’uomo che si manifesta, proprio attraverso l’apertura a ciò che trascende l’uomo: l’esperienza del bello, del vero, del buono. Non è quindi un caso che la categoria di gran lunga più presente nel patrimonio culturale sia quella religiosa: l’uomo esprime nell’arte ciò che avverte di più alto. Accostare una cultura vuol dire mettersi in sintonia con questa ricerca incessante dell’assoluto che distingue la natura umana”.

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