Diocesi: mons. Caiazzo (Matera-Irsina) ai giovani, “è giunto il momento in cui dobbiamo ascoltarvi, cogliere le vostre ricchezze e sofferenze”

“È giunto il momento n cui dobbiamo ascoltarvi, cogliere le vostre ricchezze e sofferenze. Avete molto da dire a noi adulti, abituati a parlare di voi ma non a voi”. Lo scrive mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera-Irsina nella lettera che, sulla scia del Sinodo dei giovani, indirizza a tutti i giovani. “Usiamo spesso un linguaggio che non via appartiene – sottolinea – perché vivete in un contesto sociale e culturale che vi abbiamo consegnato, ma che, evidentemente, non comprendiamo”. Mons. Caiazzo si ispira all’episodio evangelico dei discepoli di Emmaus per raccontare ai giovani lo stile di Gesù e i nodi centrali del lavoro sinodale. “Carissimi giovani, voi non volete che nessuno oscuri la vostra vista. Non dovete permetterlo a nessuno – scrive –. I vostri occhi devono essere sempre vigili e pieni di luce, anche quando le delusioni e i tradimenti dei vostri ideali affondano come lame nei vostri sentimenti, nei progetti che crollano. Voi, giovani, siete nel cuore di Gesù e quindi in quello della Chiesa”. L’arcivescovo di Matera-Irsina invita i giovani a non perdersi d’animo di fronte alle difficoltà. “Voi giovani – prosegue – siete capaci di grandi cose. Vi scoraggiate ma sapete reagire con forza, soffocate la vostra rabbia pur rimanendo saldi nelle vostre convinzioni. In non pochi casi, purtroppo, il ripiegamento su se stessi e la chiusura portano a conseguenze anche letali. Siete invitati a raccogliere scelte coraggiose per un cambiamento che nasca da una conversione spirituale. Soddisfare le esigenze più profonde, quelle spirituali, aiuta a stare anche meglio con se stessi. Come i due giovani di Emmaus, infiammati dalla potenza dell’amore, siete capaci di mostrare un volto nuovo di società. C’è bisogno che entriate, partecipando a scuole di formazione opportune, nel mondo cooperativistico, sindacale, politico”. Al linguaggio biblico, mons. Caiazzo, affianca anche quello della musica. Ecco che allora, nella lettera, troviamo citazioni tratte da “Si può dare di più” di Morandi-Ruggeri-Tozzi, o “La vita è adesso” di Baglioni o ancora “Che fantastica storia è la vita” di Venditti o “Come l’acqua dentro il mare” dei Modà e “Pronto a correre” di Mengoni. L’arcivescovo di Matera-Irsina parla anche della figura evangelica di Nicodemo, che “in mezzo a tanti giovani è rimasto affascinato da Gesù, ma ha paura di mostrarlo. Tutti si scaglierebbero contro di lui, lo deriderebbero. Eppure avverte che Gesù insegna cose che vanno dritte al cuore. Nicodemo, nonostante le sue paure, va a trovare Gesù per uscire dal buio della notte ed entrare nella luce. Sente che deve rinascere di nuovo ma dallo Spirito”.

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