Comece: conferenza “Plasmare il futuro del lavoro”. Hurley (Eurofund), “rivoluzione digitale cambia le nostre vite”

(Bruxelles) La rivoluzione digitale, cioè quella “accelerazione generale nel passo prodotta dal cambiamento tecnologico nell’economia, a motivo della massiccia espansione della nostra capacità di archiviare, processare e comunicare informazioni attraverso strumenti digitali” sta radicalmente trasformando le nostre vite, attraverso microprocessori, networking/internet, l’intelligenza artificiale e gli algoritmi. È John Hurley della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofund) ad aver portato questo contributo stamane nel suo intervento alla conferenza “Plasmare il futuro del lavoro”, voluta dalla Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) e in corso a Bruxelles. “In qualsiasi precedente rivoluzione tecnologica, i posti di lavoro distrutti sono stati più che compensati da quelli creati con nuove e crescenti occupazioni e posti di lavoro”, ha affermato Hurley, sostenendo che se “è possibile che attività specifiche siano sostituite”, “non significa che persone che svolgono quei ruoli perderanno il lavoro”, ma che potranno “essere riassegnati a nuovi compiti”. E ha fatto l’esempio delle filiali delle banche che hanno tanto personale quanto ne avevano prima dell’introduzione degli sportelli automatici. Certo aumenta la “specializzazione”. Un esempio: i computer oggi sono meglio dei radiologi esperti di alcun anni or sono nella scoperta del cancro, ma questo non rende i radiologi “superflui”, bensì “migliori, più accurati, più produttivi”.
A sostegno della sua tesi, Hurley ha mostrato come l’occupazione e il volume di ore lavorate in Ue e Usa nel 2018 sia più alto di mai, mentre il tasso di disoccupazione in alcuni grandi Paesi sviluppati (Germania, Usa) sia al livello più basso da una generazione. Ci sono poi attività difficili da automatizzare: quelle che richiedono percezione e manipolazione; compiti legati al pensiero creativo e nuove idee; attività che implicano socialità e interazione. Tutte le trasformazioni socio-tecniche hanno all’origine una innovazione tecnologica (vapore, elettricità, comunicazione digitale), ma resta il fatto, ha concluso Hurley, che gli esseri umani continuano a essere la risorsa “più evoluta e adattabile di tutte”.

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