Argentina: vescovi di Lomas de Zamora e San Justo su incendio commissariato polizia, “sovraffollamento brutale delle unità penitenziarie”

I vescovi di Lomas de Zamora e San Justo, diocesi che fanno parte dell’immensa periferia di Buenos Aires, hanno preso ieri posizione sui fatti accaduti nel Commissariato di Polizia del quartiere 9 Aprile di Transradio, località che si trova nei pressi di Lomas de Zamora. Qui lo scorso 15 novembre, a causa di un incendio, sono morti quattro detenuti che si trovavano rinchiusi nelle celle del commissariato. Negli ultimi giorni altre quattro persone sono decedute per le conseguenze dell’incendio, facendo salire il bilancio delle vittime a otto. Il comunicato – firmato da mons. Eduardo García, vescovo di San Justo, mons. Jorge Lugones, vescovo de Lomas de Zamora e dai suoi vescovi ausiliari, mons. Jorge Torres Carbonell e mons. Jorge Ignacio García Cuerva – afferma che si tratta del “più grande massacro mai avvenuto in un commissariato di Polizia” e che nella struttura erano rinchiuse 27 persone, 10 in più rispetto alla capienza, “al di là del fatto che la stessa struttura risultava ufficialmente chiusa perché non corrispondeva alle condizioni minime di sicurezza e abitabilità”.
Si legge ancora nella nota: “Nella provincia di Buenos Aires ci sono circa 42mila detenuti nelle prigioni, ma ci sono solo posti per circa 28mila, il che significa che il sovraffollamento è anche brutale all’interno delle unità penitenziarie”. Questi dati, “aggiunti al numero delle carcerazioni preventive, rendono la situazione insostenibile; qualsiasi difficoltà di convivenza, lotta, discussione, è un motivo per innescare la violenza in un contesto di reclusione che di per sé è violento e disumano”.
I vescovi, dunque, esortano “i poteri della Provincia di Buenos Aires ad adottare le misure necessarie nell’ambito dei loro poteri costituzionali, al fine di garantire che le detenzioni e le condanne eseguite nelle strutture sotto la loro giurisdizione non aggiungano alla privazione di libertà, lesioni ai diritti umani dei detenuti”.
“Né possiamo ignorare gli eventi di violenza e insicurezza accaduti a La Matanza nei giorni scorsi” e soprattutto “l’incidente immotivato” che ha provocato la morte del sindacato Ctep a Ciudad Evita, e l’incendio dell’unità sanitaria mobile dell’Organismo provinciale di integrazione sociale e urbana (Opisu) nel quartiere di San Pietroburgo, oltre ad altri gravi fatti di sangue. Concludono i vescovi di San Justo e Lomas de Zamora: “Chiediamo l’effettiva presenza dello Stato per non far diventare questi luoghi ‘la terra di nessuno’, dove la marginalità e le droghe governano, con la complicità di certi settori della sicurezza”.

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