Alternanza scuola-lavoro: Treu (Cnel), “con nuovo esame maturità aumenteranno gli studenti coinvolti”. Prevedibile incremento dagli attuali 1,5 milioni

“I dati dei maggiori Paesi europei ci raccontano, da molti anni, che i giovani impegnati in progetti come alternanza scuola-lavoro hanno maggiori possibilità di trovare un buon lavoro e soprattutto il lavoro che desiderano. È per questo che il Cnel, che riunisce i rappresentanti di migliaia di imprese, milioni di lavoratori e centinaia di organizzazioni non-profit, può essere una sede naturale di monitoraggio costante dell’efficacia dei progetti. Un osservatorio con il ministero dell’Istruzione, l’Associazione nazionale dei presidi e il portale Skuola.net è senz’altro un buon inizio, dato che l’inserimento tra le materie d’esame aumenterà l’interesse”. Ad affermarlo è stato il presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), Tiziano Treu, nel corso di un’iniziativa svoltasi oggi nel Parlamentino di fronte a una platea interessata di studenti. L’incontro, promosso dal Cnel con l’Anp (Associazione nazionale dirigenti pubblici e delle alte professionalità della scuola) e con il supporto di Skuola.net, assume particolare importanza ora che il ministero dell’Istruzione ha reso noto i quadri di riferimento per il nuovo esame di Stato, che debutterà a giugno 2019. Nel corso delle prove orali, infatti, gli studenti dovranno esporre con una breve relazione o un elaborato multimediale, le esperienze di alternanza scuola-lavoro svolte. Nello stesso colloquio, si accerteranno anche le conoscenze e le competenze maturate nell’ambito delle attività di Cittadinanza e Costituzione.
Ricordando che “l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”, Antonello Giannelli, presidente Anp, ha sottolineato che “l’alternanza non è manodopera a costo zero per le aziende, ma un progetto formativo che consente di entrare in contatto con questo il principio fondante della nostra Costituzione”. “Le esperienze negative sono in percentuale insignificante rispetto ai successi”, ha aggiunto, convinto che “ora che al tessuto di micro-imprese che aveva difficoltà ad accogliere studenti si sono aggiunti anche i Musei, gli enti statali e tanti altri soggetti anche nel mondo del turismo e della cultura, l’alternanza ha spazi di crescita enormi, da valorizzare e non da tagliare”.

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