Immigrazione: Cannizzo (Migrantes Catania), “fondamentale trovare un linguaggio che apra al rispetto delle diversità, per favorire la cultura dell’incontro”

“Bisogna evitare che i migranti formino un mondo a parte, al punto dal chiudersi nella società circostante; quindi è fondamentale trovare un linguaggio che apra la strada al rispetto delle diversità, per favorire la cultura dell’incontro”. Lo ha detto il diacono Giuseppe Cannizzo, direttore di Migrantes Catania, nel corso del convegno “Immigrazione: paura e diffidenza o un’opportunità?”, che si è tenuto sabato nella città siciliana. Padre Gianni Di Gennaro, del Centro Astalli Catania, ha evidenziato l’esistenza di “un sistema mondiale di interdipendenza crescente tra Paesi del nostro globo” e in questo senso gli “effetti possono produrre opportunità e sviluppo, concentrandoli nelle mani di pochi attori politici e sociali, contemplando anche il rischio della globalizzazione dell’indifferenza, con un clima generale percepito e diffuso come incerto e generatore di paure”. La paura è un tassello di un sistema indotto e guidato da una narrazione che tende a identificare il migrante, innanzitutto, come un problema e mai come una risorsa. Lo ha spiegato Oliviero Forti, responsabile per le politiche migratorie di Caritas Italiana. “Rispetto ai migranti si consolida la tendenza a falsificare, a dare un orientamento, a controllare l’ambiente attraverso i luoghi comuni che vengono costruiti e alimentati – ha detto Forti –. Lo stereotipo è un processo cognitivo, tende a categorizzare e viene continuamente subìto dai migranti. Inoltre, la distanza tra percepito e reale continua ad allagarsi, soprattutto nei numeri, perché molti cittadini non sono assolutamente in grado di quantificare l’esatta presenza straniera, sovrastimandola in maniera esagerata. Appuntamenti come questo servono appunto per smentire le fake news ed evitare i processi di semplificazione”. Il diacono Santino Tornesi, direttore Migrantes Messina-Lipari-San Filippo del Mela, ha illustrato il quadro regionale del Rapporto Caritas-Migrantes 2017-2018. “In tutta la Sicilia – ha spiegato sulla base di un’elaborazione di dati Istat, aggiornati al primo gennaio 2018 – ci sono 193.014 immigrati regolarmente residenti, distribuiti su tutte le province siciliane. Ai primi quattro posti si collocano le tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina e la ricca provincia di Ragusa dove i migranti trovano molte opportunità lavorative, in particolar modo nel settore dell’agricoltura”. Nella realtà etnea si collocano 36mila immigrati residenti – 13.544 nel comune di Catania – che sono complessivamente pari a circa il 3,2% del totale dei residenti.

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