Europa: Mattarella, “integrazione viene guardata con ammirazione da altri continenti”. “Nazionalismi fanno tornare indietro storia e rapporti tra popoli”

(foto di Francesco Ammendola, ufficio stampa Presidenza della Repubblica)

“Il modello di convivenza anziché di contrasto” rappresentato dall’integrazione europea “sta avendo nel mondo una forte capacità di esempio, di indicazione che viene percorsa dagli altri. La speranza e la volontà è che si prosegua questa strada senza pensare al ritorno di nazionalismi che fanno tornare indietro la storia e i rapporti tra i popoli”. Lo ha affermato questo pomeriggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la sua visita all’Arsenale della pace, a Torino. In quella che da 35 anni è la sede del Sermig il Servizio missionario giovani fondato da Ernesto Olivero, vennero fabbricate le armi impiegate nella Prima Guerra mondiale. Il Capo dello Stato ha ricordato che “cento anni fa si chiudeva la Grande guerra con milioni di morti, con distruzioni immani. Quella lezione non è stata sufficiente perché dopo neppure vent’anni vi è stata la Seconda Guerra con atrocità ed episodi di violenza consapevole praticata, con pervicacia perversa ancora maggiori”. A metà dello scorso secolo “all’improvviso vi è stata una svolta” dopo le esperienze dei due conflitti mondiali: “alcune persone che reggevano alcuni Stati d’Europa – ha proseguito Mattarella – hanno capito che era ora di voltare pagina. Che anziché pensare al futuro ognuno per sé contro gli altri fosse per tutti conveniente mettere insieme il futuro e crearsi prospettive comuni di carattere politico, economico, sociale. Di collaborazione insomma”. “Questa è la scelta dell’integrazione europea”, ha sottolineato il presidente, aggiungendo che “è sembrato ed è stato un capovolgimento di rapporti tra Paesi che da secoli si facevano periodicamente la guerra e si detestavano in maniera notoriamente molto forte. È scoppiata all’improvviso la volontà di collaborazione. È bastata intuizione, visione da parte di alcune persone e buona volontà”. E se nel mondo e anche in Europa ci sono ancora conflitti, il Capo dello Stato ha rimarcato alcuni “segnali importanti” come “l’esperienza dell’integrazione europea che pure in Europa qualcuno critica e di cui qualcuno si lamenta – può avere anche delle lacune, dei difetti, ma è una grande svolta storica positiva”. Un’esperienza, ha spiegato Mattarella, che “viene guardata con ammirazione e per imitarla in tanti altri continenti. In Africa cominciano le collaborazioni di integrazione fra Paesi di alcune regioni, nel Sud-est asiatico da anni è cominciata una collaborazione economica tra i Paesi della regione, nell’America del Sud vi è una collaborazione intensa che si sta sviluppando”.

(foto di Francesco Ammendola, ufficio stampa Presidenza della Repubblica)

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