Diocesi: mons. Tisi (Trento), no a “qualsivoglia strumentalizzazione” su Santa Maria Maggiore. “Una chiesa deve unire, non dividere”

“Mi rattrista profondamente che un luogo di culto, e in particolare la Basilica che ha legato il proprio nome a uno dei Concili più importanti della storia, rischi di finire al centro di qualsivoglia strumentalizzazione. È un’eventualità che scongiuro con fermezza”. Lo afferma l’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, riguardo alla polemica che si è aperta in città a seguito dell’atto vandalico perpetrato nei giorni scorsi ai danni della Basilica di Santa Maria Maggiore, quando un uomo ha orinato sul muro esterno dell’edificio di culto. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha annunciato un bando provinciale da 50mila euro per pagare guardie private per la vigilanza alla basilica.
Per mons. Tisi, “a fronte, peraltro, della necessità di garantirne il decoro, la salvaguardia e la regolare apertura per l’attività di culto e per le visite turistiche e culturali, così come una migliore vivibilità per tutto il centro storico, auspico che si possa trovare una soluzione condivisa”. “Una chiesa – conclude l’arcivescovo –, valore di un’intera comunità, deve unire, non dividere. Deve poter essere luogo aperto a tutti, senza preclusioni”.

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