Violenza su donne: Onu, “per troppo tempo l’impunità, il silenzio e la vergogna hanno reso endemica questa violazione dei diritti umani”

Foto: Onu

(da New York) “Orange the World: #HearMeToo – Coloriamo il mondo d’arancio, ascolta anche me” è il tema lanciato dalle Nazioni Unite per la campagna 2018 contro la violenza sulle donne, nella giornata internazionale a loro dedicata. L’intento è di mobilitare le agenzie Onu, ma anche scuole, università, politica, settore privato e società civile nel porre fine alle violenze di genere, ma anche per prevenirle con una particolare attenzione all’ascolto e all’accoglienza delle donne sopravvissute a questa tragedia sociale. Oggi nel mondo una donna su tre subisce violenza fisica o sessuale durante la propria vita, e spesso autore della violenza è il partner. Quasi 750 milioni di donne e ragazze, nel 2018, si sono sposate prima del loro diciottesimo compleanno; mentre 200 milioni hanno subito mutilazioni genitali. Una donna su due nel mondo è uccisa da un partner o da un familiare, per gli uomini la statistica è di uno su venti. Il 71% di tutte le vittime della tratta di esseri umani nel mondo sono donne e ragazze e 3 su 4 subiscono sfruttamento sessuale. La violenza contro le donne è una causa grave di morte e somma le morti per incidenti stradali e malaria.
Stanno in questi numeri le ragioni di questa campagna, partita il 25 settembre con un Orange Day, e che oggi ha acquistato progettualità e concretezza e andrà avanti fino alla giornata per i diritti umani il prossimo 10 dicembre. Uno degli obiettivi è di realizzare eventi locali, regionali, internazionali al fine di creare un tam tam mediatico per supportare le storie e la difesa delle donne che non hanno voce o la cui voce è stata soffocata. Magliette arancioni, strade ed edifici colorati di arancio, questo colore simbolo del futuro e della rinascita sarà il simbolo della campagna sulla libertà dalla violenza. Sette sono i punti in cui si articoleranno le settimane di sensibilizzazione, al fine di promuovere azioni e incontri che mettano la parola fine a femminicidi, assalti sessuali, segregazioni, disparità. Anzitutto la campagna mira ad amplificare la voce delle donne e, quindi, a raccontare e condividere le loro storie. Il secondo punto si propone di operare cambiamenti dentro le istituzioni e nei luoghi di lavoro al fine di promuovere l’uguaglianza di genere. Si chiede poi di fare pressioni sui governi perché vi siano fondi dedicati alla prevenzione e alla cessazione delle violenze. Gli altri quattro punti sono centrati sulle sopravvissute: si chiede di ascoltare le storie di queste donne, conoscere i gruppi di attivisti di cui fanno parte; mirare alle più svantaggiate per non lasciare indietro nessuno in questo processo di risanamento e focalizzarsi sui molteplici aspetti in cui la violenza si articola e con cui va poi curata.
“Per troppo tempo l’impunità, il silenzio e la vergogna hanno reso endemica questa violazione dei diritti umani in tutto il mondo. Tuttavia, negli ultimi anni, la spinta al cambiamento ha ottenuto maggiore visibilità grazie soprattutto alla determinazione e al coraggio degli attivisti, dei sopravvissuti e dei sostenitori di base. Potranno differire le posizioni geografiche, i contesti economici e sociali, ma il tema resta comune: le donne vivono situazioni di abuso e violenza estreme e le loro storie devono essere portate alla luce”, ha dichiarato l’Agenzia Onu per le donne.

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