Violenza su donne: Istat, in 49mila si sono rivolte ai Centri antiviolenza nel 2017. Più richieste di aiuto nel nord-est

Le donne che si sono rivolte ai Centri antiviolenza nel 2017 sono 49.152, di queste 29.227 hanno iniziato un percorso di uscita dalla violenza. Il numero medio di donne prese in carico dai centri è massimo al Nord-est e minimo al Sud. Il 26,9% delle donne è straniera e il 63,7% ha figli, che sono minorenni in più del 70% dei casi. Lo rileva l’Istat nella prima l’indagine sui servizi offerti dai Centri antiviolenza alle donne vittime, in collaborazione con il Dipartimento per le Pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio, le regioni e il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr – Irrps). L’indagine, diffusa in prossimità della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, è stata effettuata nei mesi di giugno – luglio 2018 e sono stati intervistati 281 centri antiviolenza. Tra questi 253 hanno completato il questionario, di cui si rilasciano i primi dati. Il 68,8% dei centri ha messo a disposizione una reperibilità h24, il 71,1% ha attivato un servizio di segreteria telefonica negli orari di chiusura e il 24,5% possiede un numero verde dedicato. Sono circa 4.400 le operatrici che nel 2017 hanno lavorato nei centri antiviolenza, di queste il 56,1% è stato impegnato esclusivamente in forma volontaria. Le figure professionali che sono maggiormente presenti nei centri, coerentemente con i servizi prestati, sono le avvocate, le psicologhe e le operatrici di accoglienza.

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